Administra tu Blog

¡Crea tu Blog Ya! Fácil y Gratis ¿Necesitas algo? Zebehar

tivogliobene

Archivo: Marzo 2008

31/03/2008 GMT 1

Teatro Festival Italia, il mondo si incontra a Napoli

italiana @ 13:42

Napoli – Farà entrare nei suoi vicoli, nelle sue piazze, nei suoi palazzi, l'Europa, ma anche il Cile, Singapore, la Romania, la Spagna. Affiderà al teatro un racconto lungo 23 giorni che parlerà di tradizione come di innovazione, di passato e di futuro. 'Napoli Teatro Festival Italia', avrà questo obiettivo: racchiudere nella città, e non solo, 15 paesi, 2000 artisti, 9 lingue parlate. Parte così, dal 6 al 29 giugno, quella che tutti definiscono una 'sfida': un festival che non è solo vetrina di spettacoli ma che è anche produzione, tanto per iniziare. Basta pensare che produrrà direttamente 17 nuove creazioni ideate per il festival e che produrrà o co-produrrà 29 spettacoli su 40 in programma. E poi, commissionerà nuovi testi per il teatro - 14 testi originali - e farà debuttare una Compagnia teatrale europea, composta cioé da attori e professionisti provenienti da vari paesi dell'Unione e che ogni anno sarà affidata ad un regista diverso. Compagnia a cui toccherà inaugurare il festival in uno dei luoghi simbolo di Napoli, L'Albergo dei Poveri, con 'Le Troiane per la regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti. Ci sara', poì, la scrittura per il teatro e l'esperienza, singolare, di aver invitato Tiziano Scarpa, Banana Yoshimoto e il poeta arabo Adonis, a vivere a Napoli: un modo per fargli conoscere la città. Così hanno scritto un testo originale per il Festival.

Photobucket

IL CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI
Trenta i luoghi che ospiteranno il 'Napoli Teatro Festival Italia': dal museo di arte contemporanea 'Madre' alla Villa Comunale, dal Maschio Angioino alla Darsena Acton, dalla Reggia di Caserta al teatro di Pompei ma anche a Castel dell'Ovo, l'Area Flegrea. Molte le cose che succederanno dal 6 al 29 giugno: un testo di Alessandro Baricco sarà portato in scena da una compagnia del Cile; per la prima volta in Italia sarà presentato 'The New Burlesque', emblema del fenomeno culturale in voga in America; il maestro Roberto De Simone, nella parte dedicata al grande tradizione settecentesca, presenterà una sua nuova opera 'Lo Vommaro a duello', contaminazione tra una commedia di prosa con un'opera buffa. Succederà anche che ci sarà spazio per la danza, per l'arte contemporanea e per un'altra sfida: quella di far crescere Napoli. Non è un caso se il direttore artistico Renato Quaglia, in conferenza stampa, ha parlato di Edimburgo, di Manchester e di numeri, quelli relativi al tasso di disoccupazione di quei paesi prima e dopo la nascita dei festival. La sfida è anche questa, creare lavoro, progetti, riqualificare, come hanno sottolineato anche il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma e Rachele Furfaro, che con la Fondazione Campania dei Festival, gestirà l'evento. Napoli Teatro Festival Italia, racconterà il teatro del popolo come collaborerà con il Festival di Singapore, Santiago del Cile, Manchester, Romania, Spagna; inaugureràun Master europeo di perfezionamento organizzativo, tra l'Università di Salerno e Parigi; sarà 'studiata' dall'Università Bocconi per valutare l'impatto economico che avrà e sarà perfino capace di produrre autonomamente energia con un progetto di produzione di energia fotovoltaica. Napoli, il festival, lo ha ottenuto vincendo un bando indetto dal ministero per i Beni Culturali: si chiedeva, hanno ricordato oggi, creatività e tanta attenzione ai giovani. La sfida di Napoli sarà anche questa.
Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, che Napoli e la Campania ce la possono fare non ha mai smesso di ribadirlo. Qualcuno gli chiede se l'emergenza rifiuti possa frenare l'arrivo di turisti per il Festival. Bassolino risponde fermo: "tutto al contrario, il festival richiamerà tanti tanti cittadini". Del resto, ricorda Bassolino, Napoli, il festival, lo ha vinto superando altre città italiane. "Se la città ha vinto il bando non è solo perché è una città teatrale nelle viscere - dice - non si vince se non c'é competenza, volontà, progettazione, risorse umane e organizzative. Siamo riusciti a presentare il progetto migliore, quello più creativo e che più guardava sui giovani". "Adesso mettiamo l'accento sull'aspetto più produttivo, molti lavori nuovi e prodotti per il festival - aggiunge - nasce una compagnia teatrale europea e questa è una grande novità perché ci muoviamo sulla strada di unificare culturalmente l'Europa e questo si può fare valorizzando le differenze". "Per Napoli, per il turismo sarà una grande occasione - ribadisce - un grande evento". "Questo festival - conclude - ci aiuterà a presentare uno dei diversi volti della città, uno di quelli belli, forti, solidi. E' la dimostrazione che la cultura è e può essere la principale risorsa per tutti quanti noi. L'ho detto e lo ribadisco, il sole uscirà e uscirà anche grazie a questo festival".
Una forma "estremamente interessante", l'ha definita il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, anche perché "rilancia il teatro nei confronti degli spettatori". "Rappresenta un modo nuovo di porsi agli spettatori - ha spiegato il sindaco - perché a loro non sarà solo data la possibilità di ascoltare e vedere ma anche di riflettere, approfondire. Lo spettatore potrà essere partecipe". E poi, ha aggiunto la Iervolino, sarà un festival che andrà anche verso gli artisti "dando loro la possibilità di scrivere di riscrivere testi". E poi "contribuirà al rilancio della cultura teatrale napoletana moderna e antica". Soddisfazione è stata espressa dal sindaco anche per il fatto che si è puntato sulla sinergia con altri eventi come il Premio Napoli.
Che il festival valorizzerà i teatri di Napoli "tra i più frequentati d'Italia", gli artisti, la città in toto, lo ha sottolineato anche il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma. "E' una vetrina che arriva nel momento giusto - ha detto Di Palma - che coinvolgerà anche la provincia. Una grande occasione da cogliere".
Un festival, quello che renderà Napoli protagonista, a cui si sta lavorando da tempo, ogni giorno. "Stiamo seguendo una traiettoria che nel giro di qualche anno ci porterà ad avere un festival internazionale - ha spiegato Rachele Furfaro, presidente della Fondazione Campania dei Festival che gestisce l'evento - stiamo lavorando alla costruzione di una struttura, complessa, di gestione. Del resto abbiamo saputo di aver vinto il bando solo il 29 maggio scorso". Tra i fiori all'occhiello del festival, ci saranno poi anche le Giornate professionali di teatro, dal 13 al 15 giugno. L'ultima organizzazione è stata realizzata dieci anni fa.

Photobucket

29/03/2008 GMT 1

Zodiaco

italiana @ 12:00

Lo zodiaco (dal greco ζώον, zòon, "vivente" od anche "immagine d'uomini o animali") è una fascia celeste che si estende all'incirca per 8° da entrambi i lati dell'eclittica (il percorso apparente del Sole nel suo moto annuo) e comprendente anche i percorsi apparenti della luna e dei pianeti visibili ad occhio nudo: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.

Le suddivisioni immaginarie dello zodiaco sono costellazioni in astronomia e segni zodiacali in astrologia.

Oltre allo zodiaco dell'astrologia occidentale ce ne sono di diversi nell'astrologia vedica e nell'astrologia cinese.

Astronomia

In astronomia, lo zodiaco è una parte della volta celeste priva di significato fisico intrinseco, pur comprendendo l'eclittica. Tuttavia è una regione utile da definire per le implicazioni pratiche nelle osservazioni dalla superficie terrestre: tutti i pianeti e la maggior parte degli altri corpi celesti del sistema solare sono visibili solo nella regione dello zodiaco. Un osservatore che vedesse un oggetto molto luminoso al di fuori della regione zodiacale sa che non può trattarsi di un pianeta. Gli osservatori vicini ai poli terrestri non possono osservare facilmente i pianeti perché lo zodiaco è troppo vicino all'orizzonte.

Photobucket

Dal tempo in cui non c'era una vera distinzione tra astronomia e astrologia, lo zodiaco comprende tradizionalmente determinate costellazioni, come si vede nella tabella sotto, comprendente anche Ophiuchus, aggiunto allo zodiaco astronomico nel 1930 dall'Unione Astronomica Internazionale, basando lo zodiaco sulla situazione dell'equinozio del 1875.
Nell'astronomia moderna queste, come tutte le altre costellazioni, sono riconosciute come raggruppamenti casuali di stelle, privi di significato naturale e composte da stelle non vicine nello spazio tridimensionale, anzi in alcuni casi separate da vaste distanze, nonostante appaiano vicine nella nostra percezione bidimensionale dello spazio.

Astrologia

Nell'astrologia occidentale, lo zodiaco è la fascia della sfera celeste che contiene i percorsi apparenti di sole, luna e dei principali pianeti, suddivisa in dodici parti uguali, detti segni zodiacali, ottenute dalla proiezione dei corrispondenti mesi zodiacali. Al centro della fascia c'è il piano dell'eclittica e la larghezza dello zodiaco è dovuta all'inclinazione relativa ad essa delle orbite degli altri corpi, che se ne estendono per circa 8°.

L'anno zodiacale inizia nel punto in cui il piano dell'eclittica interseca il piano equatoriale terrestre nell'equinozio di primavera, quando il sole si sposta nell'emisfero settentrionale della terra. Sebbene i segni zodiacali ricevano il nome da quello delle costellazioni, queste ultime non hanno significato in ambito astrologico se non per il loro aspetto estetico e storico, dato che l'astrologia non considera significative le stelle e tutte le componenti fisse del cielo, ma solo quelle mobili (pianeti), e quindi non vi è corrispondenza tra le costellazioni reali (intendendo contale termine, realmente osservabili in cielo) e i segni zodiacali utilizzati dagli astrologi. Inoltre, a causa della precessione degli equinozi, le costellazioni risultano spostate rispetto all'area di cielo del corrispondente mese/segno zodiacale. Per questo motivo, ad esempio, sebbene il sole entri nel segno dell'ariete all'equinozio di primavera il 20 marzo, non entra nella costellazione dallo stesso nome fino a quasi un mese dopo.

Differenze tra zodiaco astronomico e astrologico

La tabella seguente mostra le differenze tra il percorso del sole (visto dalla terra) nello zodiaco astronomico, che coincide con le costellazioni reali, e nello zodiaco astrologico, esclusivamente basato sulla tripartizione dei periodi che intercorrono tra i solstizi e gli equinozi. Le date riportate sono solo indicative, in quanto il passaggio da un segno all'altro non solo non cade alla mezzanotte, ma varia di anno in anno, soprattutto a causa della presenza degli anni bisestili. Lo zodiaco astronomico comprende anche una tredicesima costellazione, Ophiuchus. Non vi è alcuna reale corrispondenza tra lo zodiaco astronomico e lo zodiaco astrologico realizzato e strutturato sulla base delle diverse fasi solari. Le attuali denominazioni dei segni zodiacali hanno esclusivamente un valore simbolico.

Photobucket

Segno Simbolo Date astrologiche Date astronomiche
(J2000)
Tropicale Siderale
Ariete ariete 21 marzo - 20 aprile 14 aprile - 14 maggio 19 aprile - 13 maggio
Toro toro 21 aprile - 20 maggio 15 maggio - 14 giugno 14 maggio - 19 giugno
Gemelli gemelli 21 maggio - 21 giugno 15 giugno - 16 luglio 20 giugno - 20 luglio
Cancro granchio 22 giugno - 22 luglio 17 luglio - 16 agosto 21 luglio - 9 agosto
Leone leone 23 luglio - 23 agosto 17 agosto - 16 settembre 10 agosto - 15 settembre
Vergine vergine 24 agosto - 22 settembre 17 settembre - 17 ottobre 16 settembre - 30 ottobre
Bilancia bilancia 23 settembre - 22 ottobre 18 ottobre - 16 novembre 31 ottobre - 22 novembre
Scorpione scorpione 23 ottobre - 22 novembre 17 novembre - 15 dicembre 23 novembre - 29 novembre
Ofiuco serpentario 30 novembre - 17 dicembre
Sagittario arciere 23 novembre - 21 dicembre 16 dicembre - 14 gennaio 18 dicembre - 18 gennaio
Capricorno caprone 22 dicembre - 20 gennaio 15 gennaio - 12 febbraio 19 gennaio - 15 febbraio
Aquario portatore d'acqua 21 gennaio - 19 febbraio 13 febbraio - 14 marzo 16 febbraio - 11 marzo
Pesci pesci 20 febbraio - 20 marzo 15 marzo - 13 aprile 12 marzo - 18 aprile

Le date "tropicali" (che dividono lo zodiaco a partire dall'equinozio di primavera) sono usate prevalentemente nell'Europa occidentale e negli USA; le date "siderali" (che dividono lo zodiaco a partire dall'allineamento del sole con un punto della sfera celeste detto d'Ariete o gamma, e non risentono direttamente della precessione degli equinozi citata prima) sono usate nel resto del mondo.

Photobucket

Lo zodiaco come calendario

Il concetto di zodiaco ebbe origine presso i Babilonesi prima del anni 2000 AC come metodo per visualizzare il passaggio del tempo, come un calendario, suddiviso in dodici parti, come suggerito dall'apparizione di dodici lune in un anno, a cui corrisponde la suddivisione della sfera celeste in dodicesimi.

I segni dello zodiaco che conosciamo sono quelli descritti dall'astronomo egiziano Tolomeo nel secondo secolo d.C., quando lo zodiaco era già in uso da almeno duemila anni.

Assieme all'uso astronomico, ci sono rimaste anche la funzionalità basilare e la struttura del "calendario dello zodiaco". L'ariete corrisponde all'inizio dell'anno all'equinozio di primavera; il gambero che indietreggia del cancro rappresenta la ritirata del sole dal suo punto più settentrionale nel solstizio d'estate; il leone, simbolo del fuoco, rappresenta il caldo estivo; la bilancia corrisponde all'equilibrio tra notte e giorno nell'equinozio d'autunno; il declino del potere del sole è ricordato dallo scorpione, simbolo di oscurità; l'acquario portatore d'acqua corrisponde alla stagione piovosa che, in Egitto, comportava l'annuale inondazione del Nilo; i pesci simbolizzano il ritorno della vita e il nuovo inizio dell'agricoltura.

io della bilancia
Photobucket

27/03/2008 GMT 1

Arte, per la prima volta in Italia 'Manifesta 7'

italiana @ 13:44

Dal 19 luglio al 2 novembre

Il Trentino Alto Adige Sud Tirol ospita la biennale europea di arte contemporanea

Roma, 26 mar. (Adnkronos Cultura) - Realizzata per la prima volta in Italia, "Manifesta 7", la biennale europea di arte contemporanea, coinvolgerà per questa edizione un intero territorio regionale, quello del Trentino Alto Adige/Südtirol. Dal 19 luglio al 2 novembre "l'unica biennale al mondo a carattere itinerante", come sottolineato da Hedwig Fijen, presidente del comitato "Manifesta 7" e direttore di "International Fuondation Manifesta" di Amsterdam, prenderà forma in quattro città che, insieme, costituiranno un percorso unitario di collegamento tra nord e sud europeo lungo l'asse del Brennero: Bolzano, Trento, Rovereto e Fortezza.

Le mostre della biennale europea verranno realizzate in cinque sedi espositive differenti, "luoghi significativi legati all'industrializzazione e che per l'occasione - ha sottolineato Margherita Cogo, vicepresidente e assessore alla cultura della provincia autonoma di Trento - sono stati ristrutturati e reinseriti nel tessuto urbano"; dal Palazzo delle Poste a Trento all'ex Alumix a Bolzano, passando per la Manifattura Tabacchi e l'ex Peterlini di Rovereto, fino all'ex forte austriaco di Fortezza, fatto costruire dall'imperatore Francesco II.

"Il coinvolgimento in questa manifestazione - ha precisato la Cogo - ribadisce il nostro impegno costante nel campo dell'arte contemporanea. Una sensibilità sottolineata dall'apertura, cinque anni fa, del 'Mart' di Rovereto e che verrà rafforzata dall'inaugurazione, proprio in occasione di 'Manifesta 7', del nuovo "Museion - museo d’arte moderna e contemporanea Bolzano", nella sede progettata dagli architetti KSV Krüger Schuberth Vandreike di Berlino, su incarico della provincia Autonoma di Bolzano".

Nell'ambito di "Manifesta 7", la biennale europea di arte contemporanea che si svolgerà in Trentino Alto Adige/Südtirol, i tre curatori, nominati dal consiglio dell'"International Foundation Manifesta" e selezionati tra oltre una ventina di candidati, opereranno nelle singole città come tre unità coordinate ma autonome: Adam Budak sviluppera il suo progetto a Rovereto, Anselm Franke e Hila Peleg a Trento e il gruppo "Raqs Media Collective", formato da Jeebesh Bagchi, Monica Narula e Shuddhabrata Sengupta a Bolzano.

Per il progetto della quarta sede espositiva, il forte austriaco di Fortezza, l'intero team curatoriale svilupperà un discorso congiunto legato alla dimensione immateriale. Le rassegne della Biennale europea ospiteranno circa 140 artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui molti italiani che riceveranno, per la realizzazione delle opere, un sostegno concreto dalla "Parc", direzione generale per la Qualità e la Tutela del Paesaggio, l'Architettura e l'Arte Contemporanea del ministero per i Beni e le Attività Culturali. In mostra ci saranno numerosi dipinti, sculture, video, installazioni e opere sonore, per la maggior parte ideate e realizzate per questa occasione.

"Abbiamo realizzato il sogno - ha spiegato Hedwig Fijen, presidente del comitato "Manifesta 7" e direttore di "International Foundation Manifesta" di Amsterdam - di avere un'edizione della Biennale europea di Arte Contemporanea in Italia. E' la prima volta che realizziamo 'Manifesta 7' in un territorio e non in un'unica città, utilizzando delle strutture industriali che, ristrutturate, saranno visibili al pubblico per la prima volta, in una nuova veste, in occasione dell'evento".

Photobucket

26/03/2008 GMT 1

"Voci di polvere", al cinema Italia una serata con il teatro di lettura

italiana @ 23:12

OGGETTO: "Voci di polvere", al cinema Italia una serata con il teatro di lettura
Sabato prossimo (29 marzo), alle 21, il cine teatro Italia spalanca le sue porte ad una serata dedicata al "teatro di lettura".
Ad allestire lo spettacolo, intitolato "Voci di polvere - Come una serata di prove" e patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Macerata, la Compagnia filarmonico drammatica su alcuni testi di Massimo De Nardo.
In scena verranno recitati due racconti, "Il negozio di Ernestina di Giulio II e "Voci di Polvere", due editoriali, "Neve da sballo" e "Via Lattea", e tre piece teatrali "Due vocali", "Joe e Jim" e "B e C". Il filo che lega le differenti scritture, omogenee comunque nello stile, è la parola. Infatti, attraverso modi di dire, esplorando in parte i linguaggi televisivi, teatrali e narrativi, Massimo De Nardo vuole presentarci con ironia una realtà certo esasperata, al limite del surreale e del paradosso, però ugualmente concreta, poiché i temi trattati ci riguardano da vicino, tutti.
Allo spettacolo partecipano Ugo Giannangeli, Corrado Persichini, Diego Dezi, Daniela Treggiari, Piero Feliciotti, Roberto Gamberini, Walter Cortella, Fulvia Zampa, Massimo De Nardo e Piero Piccioni che cura anche la regia dell'iniziativa. Le musiche, eseguite dallo stesso autore, sono di Tommaso Lambertucci.

Photobucket

23/03/2008 GMT 1

Domenica di Pasqua: Cristo ha vinto la morte

italiana @ 04:14

Passato il sabato, Maria di Mágdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Così S. Marco comincia il racconto degli avvenimenti di quell’alba di duemila anni fa, la prima Pasqua cristiana.

Gesù era stato sepolto. Agli occhi degli uomini la sua vita e il suo messaggio si erano conclusi nel più assoluto insuccesso. I suoi discepoli, confusi e intimoriti, si erano dispersi. Le stesse donne che vanno a compiere un atto di pietà si domandano l’un l’altra: Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro? Eppure, fa notare san Josemaría Escrivá, vanno avanti... Tu e io, siamo pure vacillanti? Siamo santamente determinati, oppure dobbiamo confessare di provare vergogna nel constatare la decisione, il coraggio, l’audacia di queste donne?

Compiere la volontà di Dio, essere fedeli alla legge di Cristo, vivere coerentemente la nostra fede, può sembrare a volte molto difficile. Ci sono ostacoli che sembrano insuperabili. Tuttavia, non è così. Dio vince sempre. L’epopea di Gesù di Nazaret non termina con la sua morte ignominiosa sulla Croce. L’ultima parola è quella della Risurrezione gloriosa. E noi cristiani, nel Battesimo, siamo morti e risuscitati con Cristo: morti al peccato e vivi per Dio. Oh, Gesù – diciamo con il Santo Padre Giovanni Paolo II -, come non ringraziarTi per il dono ineffabile che in questa notte ci elargisci? Il mistero della tua Morte e della tua Risurrezione si trasfonde nell’acqua battesimale che accoglie l’uomo antico e carnale e lo rende puro della stessa giovinezza divina (Omelia, 15-IV-2001).

Oggi la Chiesa, piena di gioia, esclama: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: esultiamo e rallegriamoci! È un grido di giubilo che durerà cinquanta giorni, per tutto il tempo pasquale, quasi un’eco delle parole di S. Paolo: Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!

È logico pensare, con la Tradizione della Chiesa, che Gesù, una volta risuscitato, sia apparso per prima cosa alla sua Santissima Madre. Che ciò non venga narrato nei racconti evangelici delle apparizione alle sante donne è, secondo Giovanni Paolo II, un indizio che la Madonna si era già incontrata con Gesù. Questa deduzione – aggiunge il Papa – troverebbe conferma anche nel dato che le prime testimoni della Risurrezione, per volere di Gesù, sono state le donne, le quali erano rimaste fedeli ai piedi della Croce, e quindi più salde nella fede (Udienza, 21-V-1997). Solo Maria aveva conservato pienamente la fede, durante le ore amare della Passione; dunque, è logico che il Signore apparisse in primo luogo a Lei.

Dobbiamo restare sempre vicino alla Vergine, ma soprattutto nel tempo pasquale, e imparare da Lei. Quale non fu la sua attesa della Risurrezione! Sapeva che Gesù era venuto a salvare il mondo e per tanto che doveva patire e morire; ma sapeva anche che non poteva restare soggetto alla morte, perché era la Vita.

Un buon modo di vivere la Pasqua è quello di impegnarci per rendere anche gli altri partecipi della vita di Cristo, compiendo con zelo il comandamento nuovo della carità, che il Signore ci dette la vigilia della sua Passione: Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. Cristo risuscitato lo ripete ora a ciascuno di noi. Ci dice: amatevi davvero gli uni gli altri, sforzatevi tutti i giorni di servire gli altri, pronti anche a fare le cose più minute pur di rendere piacevole la vita a quanti convivono con voi.

Ma torniamo all’incontro di Gesù con la sua Santissima Madre. Come sarà stata contenta la Madonna nel contemplare l’Umanità Santissima, carne della sua carne e vita della sua vita, pienamente glorificata! Chiediamole che ci insegni a sacrificarci per gli altri senza farlo notare, senza neppure sperare che ci ringrazino: dobbiamo ambire di passare inosservati, per possedere così la vita di Dio e trasmetterla agli altri. Oggi le rivolgiamo il Regina Coeli, il saluto proprio del tempo pasquale: Regina dei cieli, rallegrati, alleluja / Cristo, che hai portato nel grembo, alleluja / È risorto, come aveva promesso, alleluja / Prega il Signore per noi, alleluja / Rallegrati, Vergine Maria, alleluja / Il Signore è veramente risorto, alleluja.

Photobucket

21/03/2008 GMT 1

Oggi é venerdi santo

italiana @ 14:27

In questo giorno i cristiani commemorano la Passione e la Crocifissione di Gesù Cristo. Questa ricorrenza viene osservata con speciali pratiche e riti dai fedeli di molte confessioni cristiane.

Per la Chiesa Cattolica, il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù Cristo, primo giorno del Triduo Pasquale. Come nel Mercoledì delle Ceneri, i fedeli dai 14 anni di età sono invitati all'astinenza dalla carne (sono ammessi uova e latticini), e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico, che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena) durante la giornata (è ammessa, oltre a questo, una piccola refezione).

Photobucket

Il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati che Gesù è venuto a espiare nella Passione, ed assume inoltre il significato mistico di attesa dello Sposo, secondo le parole di Gesù (Mt 9,15); lo Sposo della Chiesa, cioè Cristo, viene tolto dal mondo a causa del peccato degli uomini, ma i cristiani sono invitati a preparare con il digiuno l'evento gioioso del suo ritorno e della liberazione dalla morte; questo evento si attua non solo nel memoriale della sua resurrezione, la domenica di Pasqua, ma anche nella continua venuta del Signore nel cuore dei fedeli che sono pronti ad accoglierlo e a morire con lui al peccato per risorgere ad una vita nuova, e infine nell'ultima venuta di Gesù nella gloria alla fine dei tempi.

Non si celebra l'Eucaristia (la Messa) né si suonano le campane, che tradizionalmente richiamano i fedeli alla celebrazione dell'eucaristia: esse suonano per l'ultima volta la sera del giovedì santo per poi tornare a suonare a mezzanotte durante la Veglia Pasquale, come segno dell'annuncio dei Cristiani della resurrezione del Signore. Durante la celebrazione liturgica pomeridiana del Venerdì santo si distribuisce l'eucaristia consacrata il giorno precedente, il Giovedì Santo (Celebrazione In cena Domini), in cui si ricorda l'ultima cena del Signore con i discepoli e il tradimento di Giuda.La liturgia inizia nel silenzio, come si era chiusa quella del giorno precedente e come si apre quella della veglia di pasqua nella notte del sabato santo, quasi a sottolineare come il triduo pasquale sia un'unica celebrazione per Cristiani. La liturgia della Chiesa Cattolica, secondo la forma ordinaria del rito Romano, prevede l'Azione liturgica della Passione del Signore, (In Passione Domini) che si articola in tre parti:

la Liturgia della parola, con la lettura del quarto canto del servo del Signore di Isaia in cui il profeta descrive la morte di un servo di Dio che si carica dei peccati dell'umanità, un chiaro riferimento alla morte e alla resurrezione di Gesù che nel cristianesimo salva e redime l'umanità dal peccato (52,13-53,12), dell'Inno cristologico della lettera ai Filippesi (2,6-11) e della passione secondo Giovanni (Gv 18,1-19,42).
Processione devozionale di Venerdì Santo a BarlettaAll'omelia fa seguito la solenne preghiera universale, che conclude questa parte;
l'adorazione della croce che viene compiuta prima in modo collettivo, in una delle forme previste dal rito; nella forma più comune un diacono, portando un grande Crocifisso velato, percorre processionalmente la navata centrale della chiesa e, giunto in presbiterio, lo consegna al celebrante; questi scopre la Croce in tre momenti successivi, e ciascuna volta invita i fedeli all'adorazione cantando l'antica antifona "Ecce lignum", a cui i fedeli rispondono "Venite, adoremus", inginocchiandosi in adorazione; quindi egli poggia su un sostegno il Crocefisso scoperto in modo che i fedeli, uno ad uno, possano recarsi ad adorarlo;
la santa comunione con i presantificati.
Solitamente, poi, in ogni parrocchia si effettua la Via Crucis o più in generale la processione devozionale con il Crocifisso, le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, o le statue che rappresentano i Misteri, ossia le stazioni della Via Crucis. Il Papa celebra quest'ultimo rito presso il Colosseo.

Photobucket

20/03/2008 GMT 1

Oggi e' Giovedi Santo.

italiana @ 13:20

E' il giorno della ‘Cena del Signore’.
Non è una cena qualsiasi, è l’Ultima Cena che Gesù tenne insieme ai suoi Apostoli, importantissima per le sue parole e per gli atti scaturiti; tutti e quattro i Vangeli riferiscono che Gesù, avvicinandosi la festa degli ‘Azzimi’, chiamata Pasqua ebraica, mandò alcuni discepoli a preparare la tavola per la rituale cena, in casa di un loro seguace.
La Pasqua è la più solenne festa ebraica e viene celebrata con un preciso rituale, che rievoca le meraviglie compiute da Dio nella liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana (Esodo 12); e la sua celebrazione si protrae dal 14 al 21 del mese di Nisan (marzo-aprile).
Poi Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita, versò dell’acqua nel catino e con un gesto inaudito, perché riservato agli schiavi ed ai servi, si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto.
Si ricorda che a quell’epoca si camminava a piedi su strade polverose e fangose, magari sporche di escrementi di animali, che rendevano i piedi, calzati da soli sandali, in condizioni immaginabili a fine giornata. La lavanda dei piedi era una caratteristica dell’ospitalità nel mondo antico, era un dovere dello schiavo verso il padrone, della moglie verso il marito, del figlio verso il padre e veniva effettuata con un catino apposito e con un “lention” (asciugatoio) che alla fine era divenuto una specie di divisa di chi serviva a tavola.
Questa lavanda è una delle più grandi lezioni che Gesù dà ai suoi discepoli, perché dovranno seguirlo sulla via della generosità totale nel donarsi, non solo verso le abituali figure, fino allora preminenti del padrone, del marito, del padre, ma anche verso tutti i fratelli nell’umanità, anche se considerati inferiori nei propri confronti.

Photobucket

Dopo la lavanda Gesù si rivestì e tornò a sedere fra i dodici apostoli e instaurò con loro un colloquio di alta suggestione.
I discorsi che fece, nel Vangelo di S. Giovanni, occupano i capitoli dal 13 al 17, con argomenti distinti ed articolati, dagli studiosi definiti ad ‘ondate’ perché essi sono ripresi più volte e in forme sempre nuove; ne accenneremo i più importanti.
“Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri”.
Per concludere queste note sul Giovedì Santo, ricordiamo che Gesù dopo la cena, si ritirò nell’Orto degli Ulivi, luogo abituale delle sue preghiere a Gerusalemme, in compagnia degli Apostoli.
Amici miei carissimi.......vogliamo diventare tutti discepoli dell'Amore?

Photobucket

19/03/2008 GMT 1

Con te partiró

italiana @ 14:46

Quando sono solo
sogno all\'orizzonte
e mancan le parole,
si lo so che non c\'e` luce
in una stanza quando manca il sole,
se non ci sei tu con me,
Su le finestre
mostra a tutti il mio cuore
che hai acceso,
chiudi dentro me
la lace che
hai incontrato per strada,

Con te partiro\'
Paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te,
adesso si li vivro\'
Con te partiro\'
su navi per mari
che, io lo so,
no, no, non esistono piu\'
con te io li vivro\'

Quando sei lontana
sogno all\'orizzonte
e mancan le parole,
e io si lo so
che sie con me,
tu mia luna tu sei qui con me,
mio sole tu sei qui con me.

Con te partiro\'
Paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te,
adesso si li vivro.
Con te partiro,
su navi per mari
che, io lo so,
no, no, non esistono piu\',
con te io li rivivro.
Con te partiro\'
su navi per mari
che, io lo so,
no, no, non esistono piu\'.
con te io li rivivro.
Con te partiro\'
Io con te.

Seguimos junto a Jesús

italiana @ 14:43

No hay mayor amor

La Semana Santa es, junto con la Navidad, la mayor celebración religiosa de la grey católica. Comienza el domingo de Ramos, fiesta que conmemora la entrada triunfal de Jesús a Jerusalén para la Pascua, vivado por el pueblo que agitaba ramos de olivo a manera de saludo. Termina el domingo siguiente, llamado de Resurrección o Gloria, conmemorando el día que Jesús venció a la muerte resucitando de entre los muertos. Tres palabras pueden sintetizar la Semana Santa: PASIÓN, MUERTE y RESURRECCIÓN de Cristo.

EL JUEVES SANTO

Es uno de los días con mayor cantidad de celebraciones litúrgicas y más religioso-populares. Por la mañana, en todas las Iglesias Catedrales, los obispos (que son, como dice el Concilio, "los principales administradores de los misterios de Dios, que regulan, promueven y custodian toda la vida litúrgica de la Iglesia que les ha sido confiada"), celebran una misa muy solemne con todos los sacerdotes ("el presbiterio" de sus respectivas diócesis) y en ella los sacerdotes con un solo corazón y una sola alma renuevan sus promesas y su obediencia al Obispo.

En esta Misa se consagran los óleos, es decir, los aceites que se emplearán luego a lo largo del año en diversos sacramentos: para el bautismo, la confirmación, la ordenación sacerdotal, la unción de los enfermos.

¿Por qué se realiza en el Jueves Santo la consagración de los óleos? Para acentuar que todos los sacramentos nos relacionan con el Misterio Pascual de Jesús y que todos los sacramentos tienen su Centro en la Eucaristía.

El Jueves Santo es casi una "profecía" de la Pascua: en la Última Cena Jesús vivió conscientemente y de manera anticipada su Pasión y Muerte, y en ese momento dejó en claro para qué iba a morir, por qué aceptaba voluntaria y libremente una muerte tan cruel. Los primeros datos fehacientes acerca de que el Jueves Santo se celebra la Misa recordando la Cena del Señor fueron ratificados por el Concilio de Cartago en el año 397 y por el legado de Egeria, una peregrina o turista que visitó Jerusalén y que dejó escrito todo lo que allí se celebraba.

Durante los primeros siglos de la era cristiana, en este día los penitentes simplemente celebraban su reconciliación para poder participar con plenitud en la Pascua.
Pero hoy en día son muchos los grandes "acontecimientos salvíficos" de la vida de Cristo Jesús que conmemoramos cada JuevesSanto:

- Su cena de despedida (la Última Cena) y su gran Oración por nosotros.

- La institución de la Eucaristía (la Santa Misa) como memorial o recuerdo suyo.

- La institución del Sacerdocio como parte esencial de su Iglesia.

- Su Testamento: el mandato de amar hasta la muerte.

- El ofrecimiento, anticipado y consciente, de su vida, de su Cuerpo y Sangre, para salvación del mundo.

- El juicio de su Pasión, la traición de Judas, el abandono de sus amigos, la oración del huerto: su noche amarga.

Photobucket

EL VIERNES SANTO

En este día la Iglesia celebra la gloriosa Pasión de Jesús, su Muerte victoriosa, y destaca como símbolo de salvación la Cruz del Señor.

El Señor es firmemente clavado en la Cruz. Había esperado muchos años y aquel día cumplía su deseo de redimir a los hombres. Lo que había sido un instrumento infame y deshonroso, se convertía en el árbol de la vida y escalera hacia la Gloria. Una honda alegría le llenaba al extender los brazos sobre la Cruz, para que supiéramos los hombres que así tendría siempre los brazos para los pecadores que se acercaran a Él: abiertos.

Liturgia y tradición de la Iglesia

Según una antiquísima tradición, la Iglesia no celebra los sacramentos en este día ni en el siguiente. El altar debe estar desnudo por completo: sin cruz, sin candelabros, sin manteles.

Ayuno y abstinencia se incluyen en este día como preceptos a obedecer, como establece el Código de Derecho Canónico (números 1251, 1252 y 1253), según el cual los días de guardar ayuno y abstinencia son el Miércoles de Ceniza y el Viernes Santo, para todos los fieles de entre 14 y 59 años.

En la celebración particular del Viernes Santo, en que el ornamento sacerdotal para esta solemnidad es color rojo, la primera parte comprende la Liturgia de la Palabra (se lee la Pasión del Señor según el Evangelio de San Juan) y la Oración Universal.

La segunda parte es la Adoración de la Cruz: el leño del Calvario no es sólo un suplicio, sino sobre todo la cruz exaltada. El celebrante, los ministros y los fieles van a postrarse sucesivamente delante del crucifijo en señal de adoración a Cristo, triunfante por la Cruz.

La tercera parte es la Sagrada Comunión se distribuye únicamente a los fieles dentro de la celebración de la Pasión del Señor; a los enfermos, que no pueden participar en dicha celebración, se les puede llevar a cualquier hora del día.

Devoción y tradiciones populares

El Vía Crucis es una devoción propagada fundamentalmente por los franciscanos a partir de los siglos XV y XVI. Consiste en recorrer un itinerario que representa cada una de las etapas del camino realizado por Jesús desde el palacio de Pilato hasta el Calvario. Las 14 etapas se denominan estaciones, y en cada una de ellas los fieles se detienen a meditar y a rezar.

Otra devoción muy frecuente es el Sermón de las Siete Palabras, mientras que entre las tradiciones populares se encuentra la Procesión del Silencio y la compañía de la Virgen vestida de luto, pero existen muchas tradiciones populares según el lugar y la inculturación. Tal vez una de las que ha tomado más fuerza sea la representación en vivo del Vía Crucis, aunque esta tradición no sustituye la liturgia del Día, que es un mandamiento de la Iglesia.

Photobucket

18/03/2008 GMT 1

Junto a Jesús

italiana @ 13:20

Es la semana más intensa del Año Litúrgico, en la cual se reza y reflexiona sobre la Pasión y Muerte de Cristo.

Explicación de la celebración

La Semana Santa es el momento litúrgico más intenso de todo el año. Sin embargo, para muchos católicos se ha convertido sólo en una ocasión de descanso y diversión. Se olvidan de lo esencial: esta semana la debemos dedicar a la oración y la reflexión en los misterios de la Pasión y Muerte de Jesús para aprovechar todas las gracias que esto nos trae.

Para vivir la Semana Santa, debemos darle a Dios el primer lugar y participar en toda la riqueza de las celebraciones propias de este tiempo litúrgico.

A la Semana Santa se le llamaba en un principio “La Gran Semana”. Ahora se le llama Semana Santa o Semana Mayor y a sus días se les dice días santos. Esta semana comienza con el Domingo de Ramos y termina con el Domingo de Pascua.

Vivir la Semana Santa es acompañar a Jesús con nuestra oración, sacrificios y el arrepentimiento de nuestros pecados. Asistir al Sacramento de la Penitencia en estos días para morir al pecado y resucitar con Cristo el día de Pascua.

Lo importante de este tiempo no es el recordar con tristeza lo que Cristo padeció, sino entender por qué murió y resucitó. Es celebrar y revivir su entrega a la muerte por amor a nosotros y el poder de su Resurrección, que es primicia de la nuestra.

La Semana Santa fue la última semana de Cristo en la tierra. Su Resurrección nos recuerda que los hombres fuimos creados para vivir eternamente junto a Dios.

Autor: Tere Fernández | Fuente: www.catholic.net

Photobucket

17/03/2008 GMT 1

Settimana Santa

italiana @ 13:11

La settimana santa è la settimana nella quale il Cristianesimo celebra gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua passione, morte e resurrezione. Gli ortodossi chiamano la stessa "grande settimana", perché commemora le grandi opere di Dio per l'umanità.

Photobucket

Lunedì, martedì e mercoledì santo (colore liturgico: viola)

Il lunedì, martedì e mercoledì santo la Chiesa contempla in particolare il tradimento di Giuda per trenta denari. La prima lettura della Messa presenta i primi tre canti del Servo del Signore che si trovano nel libro del profeta Isaia (42,1-9; 49,1-6; 50,4-11).

Photobucket

16/03/2008 GMT 1

LA DOMENICA DELLE PALME

italiana @ 14:53

Da questa domenica ha inizio la Settimana santa.

In questo giorno la Chiesa fa memoria dell’ingresso di Cristo in Gerusalemme per compiervi il suo Mistero pasquale.

Nella liturgia rivivono e si rivelano i due aspetti fondamentali della Pasqua:

. l’ingresso messianico in Gerusalemme

. la memoria della sua Passione.

Non si tratta di fare un pio ricordo, ma di rendere presente oggi l’avvenimento.

La liturgia dà rilievo alla processione in onore di Cristo Re, facendo attenzione a che non si favoriscano i fedeli a dare valore soltanto al ramo d’ulivo, trascurando il vero significato della celebrazione. La benedizione dei rami è essenzialmente finalizzata alla processione.

Photobucket

14/03/2008 GMT 1

Philippe Noiret, un actor francés, con corazón italiano

italiana @ 16:04

Fue uno de los rostros más famosos del cine francés en el mundo, con más de 120 películas en cinco décadas de una extraordinaria carrera. Sin embargo fue en Italia, donde se sentía como en casa.

Photobucket

El rostro rudo pero tierno. La mirada de viejo rufián al que se adivinaba, en el fondo, como un verdadero copain. Philippe Noiret, rostro clásico del cine francés de los últimos cincuenta años, murió ayer, a los 76 años víctima de un cáncer.

Sin duda quedará registrado para muchos como el rostro de dos películas muy populares de sus últimas décadas como Cinema Paradiso (1989), en la que interpretaba al proyectorista de un cine de un pueblo, y El cartero, en la que encarnaba a Pablo Neruda, en duelo actoral con el también fallecido Massimo Troisi.

Noiret había nacido el 1ø de octubre de 1930 en Lille, y en 1950, con sólo veinte años, comenzó a dar clases de arte dramático. Tres años después entraría a formar parte del Teatro Nacional Popular, pero en 1966 optó de forma definitiva por el cine, tras más de cuarenta papeles en teatro.

Comedias como El crimen no paga, de Gérard Oury (1962), Los amigos, de Yves Robert (1965) y Buenas noches, Alejandro (1967) fueron tres de los títulos más populares de esa primera etapa de su carrera, que incluyó una participación en Topaz, de Alfred Hitchcock y un sinfín de comedias, dramas y policiales a razón de cuatro o cinco al año.

En 1973 fue uno de los protagonistas de ese peculiar grupo de amigos que se reunían en La gran comilona, de Marco Ferreri y con guión de Rafael Azcona, en la que compartía cartel con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli y Ugo Tognazzi.

Películas como Amigos míos (1975), El desierto de los tártaros (1976), Un taxi color malva (1977) y ¿Quién está matando a los grandes chefs de Europa? (1978) fueron algunos de sus más grandes éxitos de los años 70.

En el terreno estrictamente dramático, se destacó luego en títulos notables como Tres hermanos, de Francesco Rosi (1981), Fort Saganne, de Alain Corneau (1984) y La familia, de Ettore Scola (1987), títulos que combinó con populares comedias como Los corruptos, de Claude Zidi (1984) y policiales negros como Tango, la maté porque era mía, de Patrice Leconte (1993).

De esa época son los dos filmes que lo hicieron alcanzar su mayor pico de popularidad. Primero, en Cinema Paradiso, la emotiva película de Giuseppe Tornatore (ver recuadro) y, seis años después, en El cartero, de Michael Radford, en el que interpretaba al escritor chileno cuyo cartero estaba enamorado de una belleza del pueblo (el papel que hizo famosa a Mari Grazia Cuccinotta).

Entre los muchos premios que ganó se destacan dos César (por La vida y nada más y El viejo fusil, además de otras tres nominaciones), dos premios David di Donatello por las mismas interpretaciones, y el premio de la Academia del Cine Europeo por su rol en Cinema Paradiso.

En persona, Noiret cultivó la imagen de "dandy", de ser un hombre de darse la gran vida, a la manera de Claude Chabrol, que lo dirigió en Mascaras (1987). Tenía un amplio sentido del humor y amaba los caballos, los zapatos caros y los cigarros.

Photobucket

Se tu fossi nei miei
occhi per un giorno
Vedresti la bellezza che
piena d'allegria
Io trovo dentro gli occhi tuoi
E nearo se magia o lealta

Se tu fossi nel mio cuore per un giorno
Potreste avere un'idea
Di cio che sento io
[ Letras de Canciones encontraron en es.mp3lyrics.org/fpW ]
Quando m'abbracci forte a te
E petto a petto, noi
Respiriamo insieme

Protagonista del tuo amor
Non so se sia magia o lealta

Se tu fossi nella mia anima un giorno
Sapresti cosa sono in me
Che m'innamorai
Da quell'istante insieme a te
E cio che provo e
Solamente amore

13/03/2008 GMT 1

El nacimiento de Roma

italiana @ 12:36

Roma sí mismo ocupa un grupo de colinas que pasan por alto el Tiber y posee muchas ventajas naturales como lugar del establecimiento. En una posición defendible con una buena fuente de agua dulce y de acceso fácil al mar, controló las líneas naturales principales de la comunicación en Italia central.
La fundación de la ciudad fue atribuida universal por la tradición romana a un hombre llamado Romulus. Por otra parte, una tradición se presentó que el héroe Aeneas de Trojan de la tradición épica griega era el fundador de la gente romana. La incertidumbre de la tradición literaria se pudo incluso tomar para traer la misma existencia de un reino temprano en la pregunta. Hay, sin embargo, mucha evidencia para demostrar que había un período real en Roma temprana.

Una solución al número legendario de siete relacionados con los siete reyes de Roma es aceptar a los siete reyes y rechazar la longitud de sus reinados. Además, puede ser discutido que el reino debe ser comparado con la cristalización final de Roma como comunidad urbana alrededor de 625 A.CC.. En esta visión, acreditan los reyes anteriores con el establecimiento de las instituciones cívicas que se asocian a vida urbana. La tradición sobre los sais más tempranos de los reyes que Romulus era el primer rey de Roma y él se describe como autor de muchas instituciones características como el senado; Numa Pompilius, en lugar, entonces se dice para haber establecido la panoplia completa de rites religiosos de Roma. El tercer rey, Tullus Hostilius es pintado como una figura martial en contraste directo con el Numa pacífico.

Photobucket

Durante el periodo de los reyes los hombres del período vivieron entre las siete colinas de Roma en el período de bronce. Las nuevas excavaciones prueban que la existencia de chozas y de las tumbas descubiertas debajo del foro romano es del mismo período.
El collado Palatino se ocupó hacia 600 A.CC. y, siguiendo la fecha tradicional (753 A.CC.), Romulus creó a primera comunidad de romanos allí.

Photobucket

Photobucket

TI ASPETTO UN´ALTRA VOLTA, SEI BENVENUTO/A QUANDO VUOI...BACI, NATY

09/03/2008 GMT 1

GRAZIE MILLE!!!

italiana @ 14:13

Tante grazie cari amici per visitare PASSIONE ITALIANA, TI VOGLIO BENE!!...QUESTO SPAZIO E VERAMENTE FELICE PERCHÉ E ARRIVATO ALLE 6000 VISITE!!!!...GRAZIE!!!!!!!

Photobucket

periodista_deportiva@yahoo.it
Naty

MILAGRO EUCARISTICO LANCIANO

italiana @ 14:11

Lanciano, Italia - año 700

Lanciano es una pequeña ciudad medieval, que se encuentra en la costa del Mar Adriático de Italia, en la carretera entre San Giovanni Rotondo y Loreto. Lanciano significa - "Lanza". Se trata de la antigua Anxanum, de los pueblos Fretanos.

Aquí se conserva desde hace mas de doce siglos el primero y mas grande de los milagros Eucarísticos.

Descripción del Milagro

La parte de la Hostia en el centro del círculo de carne, aunque era verdaderamente la Carne de Jesucristo, siguió teniendo los accidentes de pan sin levadura despues del milagro, tal como ocurre en cada Consagración. Se mantuvo por muchos años pero se desintegró porque la luneta que la contenía no había sido herméticamente cerrada.

La Carne y la Sangre actualmente visibles no solo son la Carne y la Sangre de Jesús como en toda Hostia consagrada, sino que mantiene hasta la actualidad los accidentes propios de carne y sangre humana.

La Carne, desde 1713, se conserva en un artístico Ostensorio de plata, de la escuela napolitana, finamente cincelado.

La Sangre está contenida en una rica y antigua ampolla de cristal de Roca.

La Hostia-Carne, aún se conserva muy bien. El tamaño de la hostia es como las hostias que el sacerdote eleva en las misas hoy día. Es ligeramente parda y adquiere un tinte róseo si se ilumina por el lado posterior. La sangre coagulada tiene un color terroso que tiende al amarillo Ocre.

El Milagro de Lanciano es un continuo milagro. La Hostia convertida en Carne y el Vino convertido en Sangre, sin el uso de ningún preservativo, están aun presentes en el relicario.

Historia del Milagro Eucarístico:

Un Monje de la Orden de San. Basilio, sabio en las cosas del mundo, pero no en las cosas de la fe, pasaba un tiempo de prueba contra la fe. Dudaba de la presencia real de Nuestro Señor Jesús en la Eucaristía. Oraba constantemente para librarse de esas dudas por miedo de perder su vocación. Sufría día tras día la duda. ¿Está Jesús realmente y, substancialmente presente en la Eucaristía?. Dudaba sobre el misterio de la transubstanciación.

Su sacerdocio se convirtió en una rutina y se destruía poco a poco. Especialmente la celebración de la Santa Misa se convirtió en una rutina mas, un trabajo mas.

La situación en el mundo no le ayudó a fortalecer su fe. Había muchas herejías surgiendo durante esta época. Sacerdotes y obispos eran víctimas de esas herejías, las cuales estaban infestando a la Iglesia por todas partes. Algunas de estas herejías negaban la presencia real de nuestro Señor en la Eucaristía.

El sacerdote no podía levantarse de esta oscuridad que envolvía su corazón. Cada vez estaba mas convencido, por la lógica humana, de esas herejías.

El Milagro

Una mañana del año 700, mientras celebraba la Santa Misa, el sacerdote estaba siendo atacado fuertemente por la duda y después de haber pronunciado las solemnes palabras de la consagración, vio como la Santa Hostia se convirtió en un círculo de carne y el vino en sangre visible. Estaba ante un fenómeno sobrenatural visible, que lo hizo temblar y comenzó a llorar incontrolablemente de gozo y agradecimiento. .

Estuvo parado por un largo rato, de espaldas a los fieles, como era la misa en ese tiempo. Después se volteo despacio hacia ellas, diciéndoles: ¡Oh afortunados testigos a quién el Santísimo Dios, para destruir mi falta de fe, ha querido revelárseles El mismo en este Bendito Sacramento y hacerse visible ante nuestros ojos. Vengan, hermanos y maravíllense ante nuestro Dios tan cerca de nosotros. Contemplen la Carne y la Sangre de Nuestro Amado Cristo!.

Las personas se apresuraron para ir al altar y, al presenciar el milagro, empezaron a clamar, pidiendo perdón y misericordia. Otras empezaron a darse golpes de pecho, confesando sus pecados, declarándose indignos de presenciar tal milagro.

Otros se arrodillaban en señal de respeto y gratitud por el regalo que el Señor les había concedido. Todos contaban la historia por toda la ciudad y por todos los pueblos circunvecinos.

La carne se mantuvo intacta, pero la sangre se dividió en el cáliz, en 5 partículas de diferentes tamaños y formas irregulares. Los monjes decidieron pesar las partículas y descubren fenómenos particulares sobre el peso de cada una de ellas.

Inmediatamente la Hostia y las cinco partículas fueron colocadas en un relicario de marfil.

Significado Espiritual de este milagro:

Como ha sido comprobado, la Hostia que fue milagrosamente convertida en Carne, es compuesta del tejido muscular del corazón humano (miocardio).

Nuestro Señor muestra su Corazón Eucarístico, traspasado por los pecados de la humanidad. Corazón que se deja traspasar por Amor. Corazón humano y divino, que sufre y ama.

De tantas manera Jesús nos tiene que recordar que está vivo, que su Corazón arde de amor por los hombres, que su Corazón es de carne, con sentimientos, deseos, ansias por salvarnos y que todavía sufre por tantos desprecios, blasfemias e indiferencias de nosotros pecadores.

Su Corazón es fuente abierta de gracia y misericordia. De este Corazón fluyó sangre y agua, símbolo de liberación y purificación para nuestros corazones.

Este Milagro Eucarístico de Lanciano nos llama a la reparación, a ser almas de oración constante, en reparación por tantos pecados, por los nuestros y por los del mundo entero.

Parece que Jesús hoy nos dice - ( Habrá alguien que tenga compasión de Mi, que viva con amor, que cumpla con virtud y perfección su vocación, para que la Sangre Preciosa de Nuestro Señor no se derrame en vano... )

Este Milagro Eucarístico es un llamado urgente a la conversión, a reflexionar sobre nuestras vidas, pasadas y presentes. A tomar en serio la vida espiritual, y emprender el camino estrecho que nos lleva a la santidad, a la vida de virtud y perfección. Es una llamada de Dios a dejarnos purificar por el crisol del sufrimiento en nuestras vidas.

Además de que es muy significativo que este milagro sucediera en la ciudad llamada por el nombre de Longinos, el que traspasa el corazón de Jesús, y existe otro paralelo con lo que paso con Longinos: El sacerdote al contemplar el Corazón Eucarístico de Jesús y su sangre, recibió la gracia de la conversión.

Otro detalle importante es que en este milagro eucarístico Jesús permitió ser crucificado de nuevo. Después del milagro, la Hostia fue clavada a un pedazo de madera, para que al secarse no se enrollara como le sucede a la carne. Aquí estaba El otra vez con clavos en Su Cuerpo, clavado a un pedazo de madera.

Frutos del Milagro:

El milagro que ocurrió en el año 700 fue solo el comienzo. Eso fue hace más de 1250 años. Si después del milagro, la carne y la sangre se hubieran desintegrado, como esperaban muchos, de todas maneras ya en sí mismo era un milagro espectacular.

Además de la renovación de la fe del sacerdote y de todos los testigos, Lanciano ha sido un lugar donde muchos han encontrado la fe en la Eucaristía, y otros han aumentado en esa fe.

De inmediato la noticia del Milagro Eucarístico y el testimonio de la transformación del sacerdote se extendió por toda la ciudad y el país. Todas las personas hablaban del milagro. Los peregrinos concurrían a Lanciano para venerar la Hostia convertida en carne y el vino en sangre. Aumentó la Fe y devoción al Corazón Eucarístico de Jesús, y se extendió por todo el país.

Desde el principio, la Iglesia local aceptó este milagro como un verdadero signo del cielo, y veneró el Cuerpo y la Sangre de Nuestro Señor en la Eucaristía en varias procesiones. Especialmente el día de su fiesta, que es el ultimo domingo de octubre.

La fama del santuario se propagó rápidamente a través de la región y muy pronto toda Italia comenzó a hacer peregrinaciones a la Iglesia. Estas peregrinaciones no han sido solo locales, de todo el mundo llegan personas a venerar el Corazón de Jesús revelado en la Eucaristía.

Manuscritos

A través de los años se han escrito muchos relatos para mostrar la autenticidad del Milagro Eucarístico y milagros espirituales como físicos que se han dado en este lugar. Por haber sido este un milagro tan importante, los antecedentes y la historia de los hechos fueron cuidadosamente registrados.

Hubo un manuscrito en Griego y Latín que confirma el milagro y que fue escrito y certificado en la misma época del milagro. En una cronología de la Ciudad de Lanciano, un historiador escribió que a principios de 1500, dos monjes de San. Basilio vinieron a la Iglesia, la cual estaba bajo la custodia de los Franciscanos y pidieron pasar la noche allí. También pidieron ver el pergamino que tenía la historia del Milagro Eucarístico de Lanciano. Los Franciscanos les dejaron estudiar el pergamino durante la noche. Pero a la mañana siguiente los monjes de San Basilio se fueron muy temprano antes de que los Franciscanos se despertaran y se llevaron el manuscrito.

Se cree que el motivo fue que los Monjes Basilianos estaban avergonzados de que uno de los suyos hubiera perdido la fe en la Eucaristía. El hecho es que nunca se recuperó dicho manuscrito.

Basílica del Milagro Eucarístico
Lanciano

La Iglesia del Milagro:

La Iglesia donde se encuentra el Milagro Eucarístico de Lanciano esta en el centro de la ciudad. Lo que es el centro de la ciudad hoy en día era el suburbio de la ciudad en el Siglo Ocho, cuando ocurrió el Milagro Eucarístico. En este tiempo se llamaba la Iglesia de los Santos Longinos y Domiciano, y estaba bajo la custodia de los monjes de San. Basilio del Rito Griego Ortodoxo. Esto fue antes del Gran Cisma de 1054.

Esta Iglesia del milagro permaneció bajo la custodia de los monjes de San Basilio hasta 1176, que fue cuando los Benedictinos llegaron. El edificio se había deteriorado mucho y los Benedictinos no estaban muy animados de cuidar de el. Los Frailes Menores Conventuales (Franciscanos), sin embargo querían custodiar el Relicario.

Uno de sus benefactores, el Obispo Landulfo fue nombrado Obispo de Chieti y les dio el Santuario. En 1252 los Benedictinos se fueron y los franciscanos se hicieron cargó de todo con Bula pontificia del 12/5/1252.

En 1258 los Franciscanos edificaron la iglesia actual en el lugar de la Iglesia original de San Legonciano. Esta fue transformada en 1700 del estilo románico-gótico al barroco.

En 1515, el Papa Leo X hizo de Lanciano una Sede Episcopal bajo la responsabilidad directa de Roma. En 1562 el Papa Pío IV escribió un Bula Papal elevándola a la Sede Arzobispal.

En 1666 los Franciscanos se encontraron en medio de una batalla legal con los Raccomandati, un grupo "selecto" de la ciudad, que pensaban que eran mejores que todo el mundo. Trataron de quitarle la Iglesia a los Franciscanos, poniéndole una demanda a la Iglesia original de San Longinos, sobre la cual fue edificada la Iglesia Franciscana. Si hubiera ganado, hubieran tenido las dos Iglesias.

El 25 de junio, de 1672, el Papa Clemente X declaró el altar del Milagro Eucarístico como un altar privilegiado en el Octavo día de los difuntos y en todos los Lunes del año.

El Señor intervino por medio del Cardenal Giannetti de la Sagrada Congregación de Obispos y Religiosos, y los Franciscanos ganaron el caso. Inmediatamente aplicaron para obtener el escrito oficial, y 18 años mas tarde en 1684, se le concedió.

Durante el tiempo de Napoleón en 1809 los Franciscanos fueron arrojados de la ciudad. Pero volvieron con un triunfo solemne el 21 de junio, de 1953.

Diferentes lugares de Veneración dentro de la iglesia:

A través de los años el Milagro Eucarístico fue colocado en diferentes lugares en la Iglesia de San Francisco.

En 1566 la amenaza de los Turcos se hizo dominante a través de la Costa Adriática. Por medidas de seguridad el Milagro Eucarístico fue sacado de su capilla y fue guardado en el otro lado de la Iglesia.

El 1 de agosto de ese año un fraile, Giovanni Antonio de Mastro Renzo, perdió la fe, no en la Eucaristía, sino en la habilidad o deseo de Dios para salvarlo a él y a su pequeño grupo de Franciscanos, de la embestida de los Turcos. El fraile viendo la necesidad de salvar el Milagro Eucarístico de los Turcos, cogió el relicario que contenía la Carne y la Sangre del Señor y con sus frailes desapareció de la ciudad. Caminaron toda la noche.

Antes del amanecer, el Fraile Giovanni sintió que ya había suficiente distancia entre ellos y el enemigo y le ordenó a sus frailes que descansaran. Al salir el sol se dieron cuenta de que estaban de nuevo a la entrada de la ciudad. Creyeron que el Señor había intervenido porque quería que el Milagro Eucarístico de Lanciano fuera un signo de seguridad para las personas de la ciudad, un signo de que Dios no los había abandonado. Los frailes quedaron llenos del Espíritu Santo y ofrecieron permanecer en la Iglesia y proteger el Milagro Eucarístico con sus vidas.

Según esto ocurría, el Señor los protegía del mal, igual que a la ciudad de Lanciano y al Milagro Eucarístico.

La Carne y la Sangre de Nuestro Señor permanecieron guardadas hasta 1636, a pesar de que la amenaza de invasión de los Turcos había desaparecido. En este tiempo el Milagro Eucarístico fue transferido al lado derecho del altar, encerrado en un tabernáculo de hierro. Había cuatro llaves para la bóveda, cada una guardada por diferentes personas de la ciudad. Esta fue llamada la Capilla Valsecca, en honor de su benefactor.

En 1713 el relicario de marfil fue reemplazado por el que hoy exhibe las dos reliquias. Es de plata y cristal. La hostia esta expuesta como regularmente se hace en una custodia y las partículas de sangre en un cáliz de cristal, que muchos creen es el cáliz original donde se dio el milagro.

En 1887, el Arzobispo de Lanciano, Monseñor Petarca, obtuvo del Papa Leo XIII, una indulgencia plenaria perpetua para los que veneraran el Milagro Eucarístico durante 8 días después del día de fiesta.

La Carne y Sangre Milagrosa estuvieron guardadas en esa capilla hasta 1902. Los fieles solo podían venerar el Milagro Eucarístico en ocasiones especiales, el Lunes después de Pascua y la última semana de Octubre, la semana de la fiesta. La Indulgencia Plenaria estaba disponible para las personas durante la fiesta.

En 1902 se determinó que la Capilla Valsecca era inadecuada para el Milagro Eucarístico. El Obispo Petrarca, con el apoyo de los Lancianenses, le construyó un hermoso altar monumental donde está actualmente. Se puede subir a contemplar de cerca el milagro, por una escalera detrás del altar mayor. El tabernáculo está abierto por detrás para que se pueda ver el relicario que contiene la preciosa Sangre y Carne de Nuestro Señor.

Lanciano fue escogido como el lugar para el Primer Congreso Eucarístico de la región de Abruzzi del 23 al 25 de septiembre, de 1921.

Investigaciones científicas

En 1574 se hicieron pruebas de la Carne y la Sangre y se descubrió un fenómeno inexplicable. Las cinco bolitas de Sangre coagulada son de diferentes tamaños y formas. Pero cualquier combinación pesa en total lo mismo. En otras palabras, 1 pesa lo mismo que 2, 2 pesan lo mismo que 3, y 3 pesan lo mismo que 5. Este resultado esta marcado en una tabla de mármol en la Iglesia.

A través de los años se han hecho muchas investigaciones. Nuestro Señor se ha permitido ser pinchado y cortado, examinado a través de microscopio y fotografiado.

A las distintas investigaciones eclesiásticas siguieron las científicas, llevadas a cabo desde 1574, en 1970-71 y en 1991. En estas últimas, el eminente científico Profesor Odoardo Linoli docente en Anatomía y Histología Patológica y en Química y Microscopía Clínica, con la colaboración del Profesor Ruggero Bertelli de la Universidad de Sena, utilizó los instrumentos científicos más modernos disponibles.

Los análisis, realizados con absoluto rigor científico y documentados por una serie de fotografías al microscopio, dieron los siguientes resultados:

* La Carne es verdadera Carne. La Sangre es verdadera Sangre.

* La Carne y la Sangre pertenecen a la especie humana.

* La Carne está constituida por el tejido muscular del corazón. En la Carne están presentes, en secciones, el miocardio, el endocardio, el nervio vago y, por el relevante espesor del miocario, el ventrículo cardiaco izquierdo.

* La Carne es un CORAZON completo en su estructura esencial.

* La Carne y la Sangre tienen el mismo grupo sanguíneo (AB).

* En la Sangre se encontraron las proteínas normalmente fraccionadas, con la proporción en porcentaje, correspondiente al cuadro Sero- proteico de la sangre fresca normal.

* En la Sangre también se encontraron estos minerales : Cloruro, fósforo, magnesio, potasio, sodio y calcio.

* La conservación de la Carne y de la Sangre, dejadas al estado natural por espacio de doce siglos y expuestas a la acción de agentes atmosféricos y biológicos, es de por sí un fenómeno extraordinario.

Conclusión:

Se puede decir que la Ciencia ha dado una respuesta segura y exhaustiva acerca de la autenticidad del Milagro Eucarístico de Lanciano.

Jesús nos da, otra vez, Su Corazón por medio de este Milagro Eucarístico. El mismo que fue traspasado por Longinos en el Calvario. El mismo que está en cada Eucaristía en cada Tabernáculo.

Es un Corazón traspasado de amor por los hombres, y que solo recibe desprecios, indiferencias, blasfemias, sacrilegios de los mismos hombres. Es manifestación de amor, amor mas sublime no existe. Solo Nuestro Señor, nos ama de esta forma. Cada Misa, cada Eucaristía es un acto de amor de nuestro Señor. En cada Eucaristía se derraman gracias de salvación para la humanidad.

El Señor nos sigue dando Su Sangre , Su Cuerpo todos los días en la Eucaristía para sanarnos, liberarnos y sustentarnos. Que cada Eucaristía sea un encuentro único con el Corazón de Jesús, encuentro con el Dios de Amor, el Dios que se manifiesta misericordioso, compasivo, y a la misma vez con un Corazón traspasado por los pecados nuestros y de la humanidad.

Que podemos hacer nosotros, sino consolar al Corazón traspasado de Jesús, no permitiendo que su preciosa sangre sea derramada en vano en nuestras vidas, sino mas bien, apropiarnos de las gracias que brotan de su costado abierto, abierto todavía, para que podamos ir a la fuente abierta de salvación que es su Corazón.

Cristo esta vivo entre nosotros, cada milagro Eucarístico es una prueba mas de esto. "El que come mi carne y bebe mi sangre tiene la vida eterna y yo le resucitaré el último día. Porque mi carne es verdadera comida y mi sangre es verdadera bebida". San Juan 6:54-56

!Bendito y alabado sea Jesús Sacramentado, por siempre sea amado su Corazón traspasado !

Para mas información, libros, folletos, videos, etc: Santuariodel Miracolo Eucaristico
Frati Minori Conventuali.
Corso Roma, 66034 Lanciano (Italy)
Tel +39 0872 7131899

Photobucket

08/03/2008 GMT 1

..

italiana @ 11:14

Photobucket

Grazie di cuore per visitare "PASSIONE ITALIANA, TI VOGLIO BENE"

Baci.

Naty
periodista_deportiva@yahoo.it

07/03/2008 GMT 1

Argentina, estrella en Italia

italiana @ 22:06

Es la muestra más reconocida en literatura infantil y juvenil mundial. Allí se reúne lo más top del mundo editorial, que, junto con agentes literarios y bibliotecarios, buscan comprar y vender títulos y derechos, al tiempo que sueñan con "cazar" a las próximas J. K. Rowling que esperan ser descubiertas en el firmamento narrativo. Es la Feria Internacional del Libro de Bolonia, que, desde fines de este mes, recibirá como invitada de honor a la Argentina. Hacia Italia partirá una nutrida delegación de escritores, editores e ilustradores. Estos últimos son la verdadera razón por la que Bolonia concedió a la Argentina el lugar central en esta edición, que coincide con los albores de la primavera boreal.

Photobucket

El año último, la Feria de Bolonia recibió a 1300 expositores de 66 países. Cada año, la muestra ha ido abriéndose al mundo y en 2007 recibió a 4700 profesionales del exterior. La diversidad de la muestra de Bolonia incluye hasta la comercialización de derechos sobre series televisivas y películas infantiles. Son 32 los ilustradores argentinos que, durante cuatro días, exhibirán sus trabajos de extraordinaria calidad en una muestra titulada "Cuando las vacas vuelan", que contó con el apoyo de la Dirección de Asuntos Culturales de la Cancillería. Como estrellas destacadas en el grupo estarán Isol, reconocida ilustradora de literatura juvenil, y Saúl Oscar Rojas. La convocatoria a los dibujantes se hizo a través del Foro de Ilustradores de Argentina y más de 180 trabajos se presentaron al concurso. El jurado estuvo integrado, además de por Isol, por la crítica literaria Cecilia Bajour, la diseñadora Silvia Lanteri, la editora Mariana Vera (de Alfaguara, que manda a Bolonia dos editoras locales) y la investigadora colombiana Silvia Castrillón.

La delegación argentina (la Cámara Argentina del Libro tendrá stand propio) incluye a los escritores Luis Pescetti, que hablará sobre el humor en la literatura y las canciones, y Silvia Schujer, quien, junto con la brasileña Ana María Machado y Laura Devetach, se referirán a la literatura infantil en la dictadura. Los ilustradores locales Istvan Schritter, Irene Singer y Mónica Weiss dialogarán sobre libros argentinos para chicos y jóvenes. Lo saliente de la presencia local en Bolonia se vincula con el Bicentenario: en 2010 la Argentina será invitada de honor en la relevante Feria del Libro de Francfort.

Photobucket

periodista_deportiva@yahoo.it

04/03/2008 GMT 1

Luis Miguel

italiana @ 12:25

tutto solo sono quá
sulla spiaggia al sole ma
ma per me freddo c'e senza te.
e la gente passa e va
ride gioca scherza ma
no non c'é nulla che valga te.
di colpo flash!
in scena entri tu

sei tu sei tu
sicuro non mi sfuggirai
ti aggancheró
e non ti molleró.
di nuevo flash!
io vedo il tuo bikini blu
mi guardi e flash!
l'amore scoppia giá
non mi sembra vero ma
la mis testa in aria sta
non so piú dove va cosa fa.
di colpo flash!.

Photobucket

Veneto

italiana @ 12:21

Decís Véneto y pensás en Venecia. Plaza San Marcos, la gran laguna, las góndolasen el Canal Grande, el puente de los Suspiros, el Carnaval desenfrenado, las arquitecturasgrandiosas, las obras maestras del arte, los palacios suntuosos, la magia de las "calles",el Festival Internacional del Cine, la Bienal del Arte, el Teatro La Fenice, las universidadesprestigiosas, las numerosas señales del esplendor y de la riqueza fastuosa de una potenciamarinera que dominó el Mediterráneo por cinco siglos. Pero el Véneto no es solamente Venecia y la naturaleza véneta no es solamente el mar. La montaña véneta exhibe escenarios de insólita belleza. Los Alpes dolomíticos vistosdesde Cortina d'Ampezzo, famosa localidad de veraneo en la provincia de Belluno, son unespectáculo grandioso. Y toda el área del delta del Po, en la provincia de Rovigo,es un ambiente natural único de excepcional interés naturalista. En Padua, ciudadantigua y culta, la majestosa basílica que custodia las reliquias de San Antonio atraecada año a millones de peregrinos. Es grande también la atracción de lasvillas Paladianas, llamadas así por el nombre de su autor, el gran arquitecto AndreaPalladio que en el siglo XVI, proyectó y construyó edificios que todavíahoy suscitan un admirado asombro por su belleza armoniosa, como la Rotonda de Vicenza. EnVerona, la ciudad inmortalizada por Shakespeare en su Romeo y Julieta, la cita obligada, en verano,es participar a un espectáculo nocturno de ópera en la Arena.

Photobucket

Las provincias de la región VENETO

BELLUNO

PADOVA

ROVIGO

TREVISO

VENEZIA

VERONA

VICENZA

Photobucket

03/03/2008 GMT 1

Valle d`Aosta

italiana @ 19:51

Se la podría llamar una región en vertical. Y no solamente en sentido físico,por las numerosas cimas elevadas que la delimitan (entre todas se destaca el monte Blanco, lamontaña más alta de Europa, con sus 4807 metros de altura), sino por la sorprendenteconcentración, en una región de dimensiones tan reducidas, de tantos esplendoresaturales, monumentos y bienes históricos-artísticos de gran valor. Una densidad queevoca, en cuanto a verticalidad, la abundancia de rascacielos de una metrópolis donde elespacio urbano horizontal es excepcional. Aosta, ciudad capital y única provincia del Valle,es una ciudad rica de historia. Son bien visibles los testimonios de la antigua Augusta Pretoria(nombre latín de Aosta), como el grande arco de Augusto (25 a.C.) y los restos del teatroRomano. El Medioevo no fue para Aosta un período oscuro: importante nudo de tránsitocomercial con Francia y Suiza, la ciudad conoció un prolongado período de prosperidad.No es una casualidad si en el Medioevo se construyeron la catedral y la Colegiata de San Orso, dosiglesias de gran belleza. Otros monumentos medievales se encuentran en la parte baja de la ciudad:el castillo de Fénis y, cerca de Saint-Vincent, sede de un famoso casino, el castillo deIssogne, que con su insólita riqueza de frescos y arquitecturas confirma la prosperidad deaquel tiempo. Son grandiosos los escenarios naturales de la región: de las cimas imponentesdel monte Blanco a la aspereza fascinante del Cervino (4478 metros), del espectacular monte Rosa(así llamado por el color que asumen sus grandes glaciares en ciertos momentos especiales)al Gran Paraíso, la otra montaña situada al centro del homónimo gran parquenatural (más de 200.000 hectáreas). De antigua tradición y muy renombradosson los centros balnearios y las estaciones de esquí de la Valle de Aosta: Courmayer yBreuil-Cervinia son los más conocidos.

Photobucket

Las provincias de la región VALLE D'AOSTA

AOSTA

Photobucket

Photobucket

periodista_deportiva@yahoo.it

01/03/2008 GMT 1

UMBRIA

italiana @ 14:43

Será la sugestión de los lugares, será un cierto aire encantado(estábamos por decir ìmísticoî) que se respira por todos lados,pero quien visita Umbría termina antes o después pensando: San Francisco, el grande,suave, tierno, poético santo del regocijo y de la docilidad, tenía que nacersólo aquí, en Umbría. En estos lugares de naturaleza siempre verde,encantadora, radiante. En estas ciudades donde el concepto de ìcentro históricoîparece ser inadecuado, restrictivo, visto la difusión del componente monumental yartístico en la gran parte de los centros de Umbría. Perusa, por ejemplo, lacapital de la región. Solo describiéndola uno se puede extraviar en la riqueza,complejidad y magnificencia de sus obras arquitectónicas y de sus tesoros de arte: de losmuros etruscos al espléndido palacio Gallenga, sede de la prestigiosa universidad paraextranjeros y muchos otros edificios y monumentos históricos que se encuentran en la centralplaza IV Noviembre, ya por sí misma colmada de preciosidades arquitectónicas yartísticas como la fuente Mayor, el magnífico palacio de los Priores. Lo mismo sucedepara la espléndida Gubbio, rica de memorias franciscanas y de monumentos de épocamedieval y renacentista. Y también Todi, Spello, Espoleto, Orvieto, Ciudad de Castello ymuchas otras ciudades: centros embellecidos magníficamente por monumentos, palacios, iglesiasde cualidades artísticas inestimables. La misma Terni, moderna ciudad industrial, poseeverdaderas joyas como las iglesias de San Salvador y San Francisco y en sus cercanías, unaobra maestra de la naturaleza como la espectacular catarata de las Mármoras. Para terminar,Asís, la ciudad natal de San Francisco (y de Santa Clara, fundadora del orden de las Clarisas),una de las metas cristianas universalmente más conocida y frecuentada por los peregrinos.Imposible no visitarla personalmente.

Photobucket

Las provincias de la región UMBRIA

PERUGIA

TERNI

Photobucket

Photobucket

Archivo | ¡Crea tu Blog Ya! Fácil y Gratis