Non mi importa come sei..grasso, magro, brutto, bello..so solo che ti voglio bene e te ne vorrò per sempre!!
20/07/2008 GMT 1
19/07/2008 GMT 1
18/07/2008 GMT 1
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La donna è nata dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata e nè dalla testa per essere superiore, ma al lato per essere uguale, sotto il braccio per sentirsi protetta e accanto al cuore per essere amata!!
17/07/2008 GMT 1
15/07/2008 GMT 1
Vedi Italia alla voce cultura "Creativa ma con poco appeal"
"La cultura deve diventare forza trainante dell'economia". Cresce il consumo
di teatri e concerti. Ma i nostri musei non sono più tra i primi nel mondo
di CLAUDIA FUSANI
ROMA - Leader nel mondo nel design ma diciassettesimi in Europa per investimenti nella ricerca e nello sviluppo. Al primo posto nel mondo per il patrimonio artistico e culturale ma i nostri musei e gallerie scivolano nella classifica di quelli più visitati. C'era una volta il made in Italy, dell'abito e del museo, delle canzonette e delle mostre, motore e volano dell'Italia che inventa e s'arrangia, crea e produce. "C'era una volta", perché adesso "il fatto in Italia" c'è ancora ma arranca, non è Sistema e produce culturalmente ed economicamente molto meno di quello che potrebbe.
LEGGI IL RAPPORTO COMPLETO
Fotografia di uno spreco. L'ennesimo, nell'Italia delle caste e delle derive. Spreco di occasioni e di talenti. E di punti percentuali di prodotto interno lordo. Ecco che allora l'Italia è leader al mondo nella produzione del design - grazie alla materia prima che si chiama gusto - e seconda dopo la Cina per esportazione di "prodotti creativi", categoria vasta che comprende dall'artigianato agli audiovisivi, dalle pubblicazioni cartacee ai nuovi media. Eppure gli investimenti su creatività e produzione culturale e sostegno ai giovani talenti sono i più scarsi in Eeuropei. Progresso e declino, insieme. Voglia di cultura e incapacità non di produrla ma di offrirla. E' il quadro contraddittorio che viene fuori dal V Rapporto annuale di Federculture, specie di Confindustria che mette insieme tutti i soggetti pubblici e privati che organizzano e gestiscono cultura, turismo, sport e tempo libero. "Creativi per caso" sintetizza Federculture nel rapporto di 230 pagine presentato al ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, uno studio che fa lo sforzo inedito di mettere insieme e analizzare tutte le voci che hanno a che fare con turismo, cultura e tempo libero. Ma essere creativi oggi non basta più se il talento non è parte di un sistema coordinato e non casuale di creatività.
Una nuova politica per la cultura. Il messaggio politico del rapporto è chiaro: "L'Italia sconta una visione della cultura ancora identificata quasi esclusivamente con la conservazione del patrimonio artistico, o piuttosto legata al tempo libero, quasi sempre considerata una spesa più che un investimento". Soprattutto una visione che "non comprende la reale portata della creatività come forza trainante dell'economia grazie ai suoi effetti di contaminazione nel tessuto produttivo in termini di innovazione, valore aggiunto e competitività". La scommessa per l'Italia oggi non è tanto, o solo, gestire un museo bensì immaginarne la gestione nell'insieme del territorio dove si trova quel museo. Il museo da solo non basta più.
Il rapporto cita la classifica del Giornale dell'arte (maggio 2008): nel 2007 il più visitato è stato il Louvre seguito dal Centre Pompidou, dal British e dalla Tate Modern gallery. Il primo museo italiano è al settimo posto (Musei Vaticani) seguito dagli Uffizi (21 esima posizione). Nelle classifica delle mostre più visitate nel 2007 (ai primi tre posti c'è Tokio) per trovarne una italiana bisogna arrivare alla 86 esima posizione (Brescia, "Turner e gli impressionisti"), al 104 esimo posto ci sono le Scuderie del Quirinale ("Cina, la nascita dell'Impero"), il Vittoriano ("Chagall") e i Musei capitolini. Eppure l'Italia è al primo posto al mondo per il patrimonio artistico e culturale e al secondo per quello storico. C'è qualcosa che non torna tra capitale a disposizione e capacità di investimento.
La lezione che viene dall'Europa. Tanto per fare un esempio di cosa voglia dire arte come investimento e come forza trainante dell'economia, l'Inghilterra stanzia oltre 10 milioni di sterline per il piano strategico Creative brain, New talents for the new economy che punta sulla formazione dando vita a 5000 nuove occasioni di apprendistato per i giovani creativi e alla costituzione di decine di hub accademici per le industrie creative per collegare scuole, college e università su tutto il territorio britannico. Progetti analoghi che mettono insieme creatività, cultura ed economia sono in Olanda, in Germania, nei paesi scandinavi e poi in Spagna, Lettonia, Austria e Svizzera. L'Italia, si legge nel Rapporto, "fatica ad adeguare le strategie di rilancio alle strategie imposte dalla competizione della società globale nell'economia della conoscenza".
Eppure, c'è tanta voglia di cultura. Crisi, inflazione, prezzi alle stelle... eppure le famiglie italiane nel 2007 hanno speso alla voce cultura 61,5 miliardi di euro (+2,3% rispetto al 2006), il 6,83 per cento del bilancio famigliare, molto al di sotto della media dell'Europa allargata ai 27 (9,4%) o del Regno Unito ( 12,5%). Va meglio il teatro (+7,6 per cento nell'ultimo anno; +23% negli ultimi dieci anni) e i concerti (+17,3%). Più in generale godono di ottima salute gli spettacoli dal vivo per cui aumentano il pubblico (+10,1%) e le spese (+11,2%). I prezzi di concerti, musei e teatri crescono ma "solo" del 3,3%, le metà rispetto alle manifestazioni sportive (+6,5%), un soffio rispetto a pane, pasta, carburanti, energia cresciuti tra l'11 e il venti per cento.
Anche nella spesa culturale ci sono due Italie, il nord che chiede e consuma, il sud passivo e distratto. Eppure Sicilia e Campania sono le regioni che nel 2007 hanno speso di più nel settore culturale, 432 e 161 milioni di euro contro i 113 del Trentino Alto Adige, i 90 del Piemonte e gli 85 della Lombardia. Ancora una contraddizione: le regioni che più spendono in cultura sono quelle dove c'è meno consumo. Più che legittima qualche domanda.
Signori, non c'è più un centesimo. La scure di Tremonti andrà giù senza pietà davanti al bilancio del ministero dei Beni culturali. Da sempre fanalino di coda delle varie amministrazioni dello stato (nel 2007 i finanziamenti erano cresciuti dello 0,10 per cento arrivando a 1,98 miliardi mentre per gli altri ministeri la crescita era stata del 6,9%), la manovra triennale di Tremonti toglierà ai Beni culturali 900 milioni di euro in tre anni. Altri 150 se ne sono andati da voci legate allo spettacolo e alla tutela del paesaggio per finanziare il taglio dell'Ici. Gli enti locali dedicano alla cultura tra lo 0,9 delle Regioni al 3,3 dei Comuni.
Tutto questo per dire che i soldi dal pubblico non arrivano più e vanno trovati in altro modo. Ma il privato investe in cultura se è strategico, se dà un ritorno almeno in immagine. Se nel resto del mondo i privati fanno a gara per donare, sponsorizzare e finanziare anche una pachina in un parco - agevolati dal sistema fiscale - in Italia la cultura resta il settore dove i privati investono meno: il 15 per cento contro il 63% dello sport e il 22 per cento della solidarietà. Via via che si chiude il rubinetto pubblico, si apre però quello privato. E negli ultimi due anni, grazie soprattutto ad alcuni strumenti fiscali (oltre alle sponsorizzazioni, dal 2003 sono possibili le erogazioni liberali deducibili dall'imponibile), la media dei finanziamenti privati è cresciuta del 5%. La lista dei benefattori è guidata delle banche (3 miliardi di euro in sei anni). Crescono le erogazioni liberali delle imprese (33 milioni di euro) e quasi raddoppiano quelle delle persone fisiche, cittadini che decidono di investire in cultura (20 milioni di euro, +70 per cento rispetto al 2006).
Competitività? La Caporetto italiana. Quella che segue è una lista nera da cui partire per cominciare a ragionare su cosa significhi essere competittivi. L'Italia è al 15° posto in Europa per produttività di ogni ora lavorata; al 17° per quota di pil destinata a investimenti in ricerca e sviluppo e al 24° per quella destinata alla formazione delle risorse umane. La nostra migliore università pubblica è al 173° posto nella classifica degli atenei. Secondo il World economic forum l'Italia è al 46° posto nella classifica della competitività, seimila cervelli ogni anno lasciano il paese e vanno all'estero e i professori sotto i 40 anni sono il 17 per cento del totale. Un sistema vecchio, in netta perdita. E anche il nostro "fascino", la capacità di attrattiva del paese nel suo insieme, scivola al quinto posto nel mondo dopo Australia, Stati Uniti, Regno Unito e Francia. C'era una volta... l'Italia.
11/07/2008 GMT 1
E' in Piemonte il paese "Riciclone" Al Sud vince la regione Campania
ROMA - I piccoli comuni battono le grandi città nel riciclo dei rifiuti. Lo dice la classifica stilata da Legambiente. E', infatti, Costigliole D'Asti, una località piemontese di soli 6.000 abitanti, a vincere il titolo di "Comune Riciclone 2008". Al secondo e terzo posto si collocano rispettivamente Bozzolo (piccolo comune mantovano) e Ziano di Fiemme in Trentino, tutti paesi del Nord Italia. Al Sud, invece, sorprende il miglior piazzamento di un paese campano. Si tratta di Bellizzi in provincia di Salerno.
La top ten di Legambiente arriva alla quindicesima edizione. Il particolare riconoscimento è destinato a quei centri che nell'ultimo anno si sono distinti nella gestione dei loro rifiuti.
Se la situazione dei piccoli centri si presenta abbastanza positiva, lo stesso non si può dire per le grandi città italiane. Torino, l'unica classificata nel 2007, è stata esclusa perché non ha raggiunto la soglia minima percentuale di raccolta differenziata, fermandosi al 38,8% di RD. Per entrare nella annuale classifica, infatti, i centri più grossi hanno dovuto centrare l'obiettivo del 40% nell'anno 2007, mentre per i comuni al di sotto dei 10.000 abitanti è stato imposto il superamento della soglia del 55%.
I parametri stabiliti dalla giuria hanno consentito a ben 1081 comuni di entrare nella classifica. Tra questi 968 si trovano al Nord, 42 al centro e 71 al Sud, di cui 39 solo in Campania.
Dai dati sulle regioni emerge lo strapotere di quelle settentrionali. Nella graduatoria spopolano Veneto, Trentino e Lombardia. Il Veneto, in particolare, si riconferma la regione più virtuosa con il 56% dei comuni ricicloni e con quattro centri tra i primi dieci classificati. In valore assoluto, però, è ancora la Lombardia a farla da padrona, con 364 comuni attivi nel riciclo della spazzatura.
Al centro Lucca è l'unico capoluogo di provincia ad essere riciclone (43,43% di raccolta differenziata), mentre al Sud invece nessun capoluogo supera il 40% di raccolta differenziata.
La Repubblica
09/07/2008 GMT 1
Napolitano agli azzurri olimpici 'Liberi per aiutare i diritti umani'
Antonio Rossi ha ricevuto la bandiera dalle mani del capo dello Stato
Lucio Dalla ha cantato l'inno degli azzurri. L'emozione degli atleti
ROMA - Finisce con Antonio Rossi, il grande canoista, visibilmente emozionato, la bandiera in mano, che ascolta il presidente parlare di diritti umani e della "la libertà di partecipazione attiva" che è "il miglior contributo che lo sport può dare alla causa dei diritti umani". Finisce così, la festa di oggi al Quirinale e parte da qui, dai giardini del palazzo sul Colle l'avventura azzurra alle Olimpiadi di Pechino. Parte dallo scambio di battute tra il presidente del Coni, Petrucci e Napolitano sul "diritto alla sconfitta" e la voglia di vittorie, parte sulle note dell'inno composto e cantato da Lucio Dalla: "Un uomo solo può vincere il mondo". Parte, soprattutto, da quei duecento ragazzi e ragazze (a Pechino saranno più di 300) seduti sulle seggiole di plastica sotto il grande platano. Alcuni sono famosi, famosissimi come Andrew Howe, Sebastian Giovinco, Igor Cassina, Vanessa Ferrari, Alessia Filippi e Alessandra Sensini, altri quasi nessuno li conosce. Alcuni tra questi diventeranno notissimi fra un mese perché, forse, vinceranno le medaglie italiane a Pechino.
Una cerimonia semplice, anche se, per la prima volta, gli atleti azzurri sono stati portati fino al Quirinale in parata, sui bus scoperti come si usa ormai con i campioni da osannare. Lungo il tragitto dallo stadio Olimpico al Colle hanno ricevuto gli applausi della gente per strada. Petrucci, nel suo breve discorso, ha sostenuto il concetto davvero decoubertiano del "diritto alla sconfitta", ma, ovviamente, ha chiesto e, in fondo, previsto, un buon numero di medaglie. Napolitano, si diceva, gli fa notare che "quella parola lì che non voglio pronunciare, va bene.." ma anche le vittorie non guasteranno. Già che c'è ribadisce il suo punto di vista sul "finanziamento automatico" allo sport "che ho già sostenuto, ma che posso solo auspicare". Petrucci abbozza, sorride e gli regala una tuta della nazionale con la scritta "Giorgio" sulla schiena.
Rossi, davvero sente il suo ruolo quando il presidente gli consegna la "bandiera tricolore con asta" (così la definisce il protocollo ufficiale) e quando, subito dopo, presenta i capitani delle squadre di specialità al presidente della Repubblica.
E sorride, il plurimedagliato canoista, quando Dalla canta l'inno appositamente composto per la squadra olimpica azzurra. Lo sentiremo all'inizio e alla fine di ogni trasmissione Rai da Pechino e in chissà quante altre occasioni. Parla di un "uomo solo" che "può vincere il mondo". Dalla è contento di aver composto ("è la prima volta che mi capita") un inno e di cantarlo nei giardini del Quirinale davanti a Napolitano: ""Mi lusinga, presidente, cantarlo qui davanti a lei che, in fondo, rappresenta tutta l'Italia".
di MASSIMO RAZZI
07/07/2008 GMT 1
Eugenio Montale
Poemas de EUGENIO MONTALE en italiano
In limine
Godi se il vento ch'entra nel pomario
vi rimena l'ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.
Il frullo che tu senti non è un volo,
ma il commuoversi dell'eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.
Un rovello è di qua dall'erto muro.
Se procedi t'imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.
Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l'ho pregato,- ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…
La morte di Dio
Tutte le religioni del Dio unico
sono una sola: variano i cuochi e le cotture.
Così rimuginavo; e m'interruppi quando
tu scivolasti vertiginosamente
dentro la scala a chiocciola della Périgourdine
e di laggiù ridesti a crepapelle.
Fu una buona serata con un attimo appena
di spavento. Anche il papa
in Israele disse la stessa cosa
ma se ne pentì quando fu informato
che il sommo Emarginato, se mai fu,
era perento.
(Eugenio Montale nació en Génova el 12 de octubre de 1896 y falleció en Milán el 12 de septiembre de 1981. Fue poeta, ensayista y crítico de música. Recibió el Premio Nobel de Literatura en 1975.
06/07/2008 GMT 1
Sciopero treni-bus, da stasera inizia giorno nero dei trasporti
MILANO (Reuters) - Scattano a partire da stasera alle 21 le 24 ore di sciopero del personale ferroviario, mentre domani si fermeranno i trasporti urbani -- bus, filobus, tram e metropolitane -- con "finestre" garantite in orari che differiscono da città a città.
Il gruppo Ferrovie dello Stato prevede la cancellazione e la limitazione di numerosi treni sia regionali che a lunga percorrenza e invita gli utenti a informarsi nelle stazioni prima di mettersi in viaggio e a telefonare al numero verde 800-892021, che resterà attivo sino alle 21 di domani, lunedì 7 luglio.
Per quel che riguarda il trasporto locale, a Milano l'Atm fa sapere che verrà garantito il servizio dall'inizio dei turni del mattino sino alle 8,45 e dalle 15 alle 18. A Roma, l'Atac comunica che le corse saranno garantite dall'inizio del servizio sino alle 8,29 e dalle 17,01 - quando i mezzi lasceranno i depositi e le rimesse per raggiungere i capolinea - alle 19,59.
05/07/2008 GMT 1
Cinema: a Giancarlo Giannini l'Ischia Legend Award
Roma, 5 lug. - (Adnkronos) - A Giancarlo Giannini e' stato assegnato l'Ischia Legend Award. La motivazione porta la firma Paul Haggis, chairman della VI° Global Film & Music Fest: "Un premio speciale per un artista che appartiene alla storia del cinema mondiale grazie ad interpretazioni straordinarie che vanno dai film di Lina Wertmuller sino agli ultimi capitoli di James Bond.
"Giannini -prosegue la motivazione scritta dallo sceneggiatore e regista premio Oscar- e' un vero e proprio riferimento per tanti giovani artisti internazionali e siamo orgogliosi di poterlo omaggiare in una manifestazione come Ischai Global nata e cresciuta ad esclusivo beneficio dell'arte, dello spettacolo e dei suoi protagonisti".
Il popolare attore italiano, reduce dal set di "007-Quantum of Solace" firmato da Marc Forster (con Daniel Craig nei panni di James Bond), sara' premiato dallo stesso Paul Haggis (che ne firma la sceneggiatura) e dal ministro per le Attivita' Cultruali Sandro Bondi, venerdi' 18 luglio a Forio d'Ischia nel corso del gala ai Giardini Poseidon organizzato dall'Accademia Arte Ischia col network tv americano "E! Enterteinment".
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