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tivogliobene

21/03/2008 GMT 1

Oggi é venerdi santo

italiana @ 14:27

In questo giorno i cristiani commemorano la Passione e la Crocifissione di Gesù Cristo. Questa ricorrenza viene osservata con speciali pratiche e riti dai fedeli di molte confessioni cristiane.

Per la Chiesa Cattolica, il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù Cristo, primo giorno del Triduo Pasquale. Come nel Mercoledì delle Ceneri, i fedeli dai 14 anni di età sono invitati all'astinenza dalla carne (sono ammessi uova e latticini), e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico, che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena) durante la giornata (è ammessa, oltre a questo, una piccola refezione).

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Il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati che Gesù è venuto a espiare nella Passione, ed assume inoltre il significato mistico di attesa dello Sposo, secondo le parole di Gesù (Mt 9,15); lo Sposo della Chiesa, cioè Cristo, viene tolto dal mondo a causa del peccato degli uomini, ma i cristiani sono invitati a preparare con il digiuno l'evento gioioso del suo ritorno e della liberazione dalla morte; questo evento si attua non solo nel memoriale della sua resurrezione, la domenica di Pasqua, ma anche nella continua venuta del Signore nel cuore dei fedeli che sono pronti ad accoglierlo e a morire con lui al peccato per risorgere ad una vita nuova, e infine nell'ultima venuta di Gesù nella gloria alla fine dei tempi.

Non si celebra l'Eucaristia (la Messa) né si suonano le campane, che tradizionalmente richiamano i fedeli alla celebrazione dell'eucaristia: esse suonano per l'ultima volta la sera del giovedì santo per poi tornare a suonare a mezzanotte durante la Veglia Pasquale, come segno dell'annuncio dei Cristiani della resurrezione del Signore. Durante la celebrazione liturgica pomeridiana del Venerdì santo si distribuisce l'eucaristia consacrata il giorno precedente, il Giovedì Santo (Celebrazione In cena Domini), in cui si ricorda l'ultima cena del Signore con i discepoli e il tradimento di Giuda.La liturgia inizia nel silenzio, come si era chiusa quella del giorno precedente e come si apre quella della veglia di pasqua nella notte del sabato santo, quasi a sottolineare come il triduo pasquale sia un'unica celebrazione per Cristiani. La liturgia della Chiesa Cattolica, secondo la forma ordinaria del rito Romano, prevede l'Azione liturgica della Passione del Signore, (In Passione Domini) che si articola in tre parti:

la Liturgia della parola, con la lettura del quarto canto del servo del Signore di Isaia in cui il profeta descrive la morte di un servo di Dio che si carica dei peccati dell'umanità, un chiaro riferimento alla morte e alla resurrezione di Gesù che nel cristianesimo salva e redime l'umanità dal peccato (52,13-53,12), dell'Inno cristologico della lettera ai Filippesi (2,6-11) e della passione secondo Giovanni (Gv 18,1-19,42).
Processione devozionale di Venerdì Santo a BarlettaAll'omelia fa seguito la solenne preghiera universale, che conclude questa parte;
l'adorazione della croce che viene compiuta prima in modo collettivo, in una delle forme previste dal rito; nella forma più comune un diacono, portando un grande Crocifisso velato, percorre processionalmente la navata centrale della chiesa e, giunto in presbiterio, lo consegna al celebrante; questi scopre la Croce in tre momenti successivi, e ciascuna volta invita i fedeli all'adorazione cantando l'antica antifona "Ecce lignum", a cui i fedeli rispondono "Venite, adoremus", inginocchiandosi in adorazione; quindi egli poggia su un sostegno il Crocefisso scoperto in modo che i fedeli, uno ad uno, possano recarsi ad adorarlo;
la santa comunione con i presantificati.
Solitamente, poi, in ogni parrocchia si effettua la Via Crucis o più in generale la processione devozionale con il Crocifisso, le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, o le statue che rappresentano i Misteri, ossia le stazioni della Via Crucis. Il Papa celebra quest'ultimo rito presso il Colosseo.

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20/03/2008 GMT 1

Oggi e' Giovedi Santo.

italiana @ 13:20

E' il giorno della ‘Cena del Signore’.
Non è una cena qualsiasi, è l’Ultima Cena che Gesù tenne insieme ai suoi Apostoli, importantissima per le sue parole e per gli atti scaturiti; tutti e quattro i Vangeli riferiscono che Gesù, avvicinandosi la festa degli ‘Azzimi’, chiamata Pasqua ebraica, mandò alcuni discepoli a preparare la tavola per la rituale cena, in casa di un loro seguace.
La Pasqua è la più solenne festa ebraica e viene celebrata con un preciso rituale, che rievoca le meraviglie compiute da Dio nella liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana (Esodo 12); e la sua celebrazione si protrae dal 14 al 21 del mese di Nisan (marzo-aprile).
Poi Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita, versò dell’acqua nel catino e con un gesto inaudito, perché riservato agli schiavi ed ai servi, si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto.
Si ricorda che a quell’epoca si camminava a piedi su strade polverose e fangose, magari sporche di escrementi di animali, che rendevano i piedi, calzati da soli sandali, in condizioni immaginabili a fine giornata. La lavanda dei piedi era una caratteristica dell’ospitalità nel mondo antico, era un dovere dello schiavo verso il padrone, della moglie verso il marito, del figlio verso il padre e veniva effettuata con un catino apposito e con un “lention” (asciugatoio) che alla fine era divenuto una specie di divisa di chi serviva a tavola.
Questa lavanda è una delle più grandi lezioni che Gesù dà ai suoi discepoli, perché dovranno seguirlo sulla via della generosità totale nel donarsi, non solo verso le abituali figure, fino allora preminenti del padrone, del marito, del padre, ma anche verso tutti i fratelli nell’umanità, anche se considerati inferiori nei propri confronti.

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Dopo la lavanda Gesù si rivestì e tornò a sedere fra i dodici apostoli e instaurò con loro un colloquio di alta suggestione.
I discorsi che fece, nel Vangelo di S. Giovanni, occupano i capitoli dal 13 al 17, con argomenti distinti ed articolati, dagli studiosi definiti ad ‘ondate’ perché essi sono ripresi più volte e in forme sempre nuove; ne accenneremo i più importanti.
“Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri”.
Per concludere queste note sul Giovedì Santo, ricordiamo che Gesù dopo la cena, si ritirò nell’Orto degli Ulivi, luogo abituale delle sue preghiere a Gerusalemme, in compagnia degli Apostoli.
Amici miei carissimi.......vogliamo diventare tutti discepoli dell'Amore?

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19/03/2008 GMT 1

Con te partiró

italiana @ 14:46

Quando sono solo
sogno all\'orizzonte
e mancan le parole,
si lo so che non c\'e` luce
in una stanza quando manca il sole,
se non ci sei tu con me,
Su le finestre
mostra a tutti il mio cuore
che hai acceso,
chiudi dentro me
la lace che
hai incontrato per strada,

Con te partiro\'
Paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te,
adesso si li vivro\'
Con te partiro\'
su navi per mari
che, io lo so,
no, no, non esistono piu\'
con te io li vivro\'

Quando sei lontana
sogno all\'orizzonte
e mancan le parole,
e io si lo so
che sie con me,
tu mia luna tu sei qui con me,
mio sole tu sei qui con me.

Con te partiro\'
Paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te,
adesso si li vivro.
Con te partiro,
su navi per mari
che, io lo so,
no, no, non esistono piu\',
con te io li rivivro.
Con te partiro\'
su navi per mari
che, io lo so,
no, no, non esistono piu\'.
con te io li rivivro.
Con te partiro\'
Io con te.

Seguimos junto a Jesús

italiana @ 14:43

No hay mayor amor

La Semana Santa es, junto con la Navidad, la mayor celebración religiosa de la grey católica. Comienza el domingo de Ramos, fiesta que conmemora la entrada triunfal de Jesús a Jerusalén para la Pascua, vivado por el pueblo que agitaba ramos de olivo a manera de saludo. Termina el domingo siguiente, llamado de Resurrección o Gloria, conmemorando el día que Jesús venció a la muerte resucitando de entre los muertos. Tres palabras pueden sintetizar la Semana Santa: PASIÓN, MUERTE y RESURRECCIÓN de Cristo.

EL JUEVES SANTO

Es uno de los días con mayor cantidad de celebraciones litúrgicas y más religioso-populares. Por la mañana, en todas las Iglesias Catedrales, los obispos (que son, como dice el Concilio, "los principales administradores de los misterios de Dios, que regulan, promueven y custodian toda la vida litúrgica de la Iglesia que les ha sido confiada"), celebran una misa muy solemne con todos los sacerdotes ("el presbiterio" de sus respectivas diócesis) y en ella los sacerdotes con un solo corazón y una sola alma renuevan sus promesas y su obediencia al Obispo.

En esta Misa se consagran los óleos, es decir, los aceites que se emplearán luego a lo largo del año en diversos sacramentos: para el bautismo, la confirmación, la ordenación sacerdotal, la unción de los enfermos.

¿Por qué se realiza en el Jueves Santo la consagración de los óleos? Para acentuar que todos los sacramentos nos relacionan con el Misterio Pascual de Jesús y que todos los sacramentos tienen su Centro en la Eucaristía.

El Jueves Santo es casi una "profecía" de la Pascua: en la Última Cena Jesús vivió conscientemente y de manera anticipada su Pasión y Muerte, y en ese momento dejó en claro para qué iba a morir, por qué aceptaba voluntaria y libremente una muerte tan cruel. Los primeros datos fehacientes acerca de que el Jueves Santo se celebra la Misa recordando la Cena del Señor fueron ratificados por el Concilio de Cartago en el año 397 y por el legado de Egeria, una peregrina o turista que visitó Jerusalén y que dejó escrito todo lo que allí se celebraba.

Durante los primeros siglos de la era cristiana, en este día los penitentes simplemente celebraban su reconciliación para poder participar con plenitud en la Pascua.
Pero hoy en día son muchos los grandes "acontecimientos salvíficos" de la vida de Cristo Jesús que conmemoramos cada JuevesSanto:

- Su cena de despedida (la Última Cena) y su gran Oración por nosotros.

- La institución de la Eucaristía (la Santa Misa) como memorial o recuerdo suyo.

- La institución del Sacerdocio como parte esencial de su Iglesia.

- Su Testamento: el mandato de amar hasta la muerte.

- El ofrecimiento, anticipado y consciente, de su vida, de su Cuerpo y Sangre, para salvación del mundo.

- El juicio de su Pasión, la traición de Judas, el abandono de sus amigos, la oración del huerto: su noche amarga.

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EL VIERNES SANTO

En este día la Iglesia celebra la gloriosa Pasión de Jesús, su Muerte victoriosa, y destaca como símbolo de salvación la Cruz del Señor.

El Señor es firmemente clavado en la Cruz. Había esperado muchos años y aquel día cumplía su deseo de redimir a los hombres. Lo que había sido un instrumento infame y deshonroso, se convertía en el árbol de la vida y escalera hacia la Gloria. Una honda alegría le llenaba al extender los brazos sobre la Cruz, para que supiéramos los hombres que así tendría siempre los brazos para los pecadores que se acercaran a Él: abiertos.

Liturgia y tradición de la Iglesia

Según una antiquísima tradición, la Iglesia no celebra los sacramentos en este día ni en el siguiente. El altar debe estar desnudo por completo: sin cruz, sin candelabros, sin manteles.

Ayuno y abstinencia se incluyen en este día como preceptos a obedecer, como establece el Código de Derecho Canónico (números 1251, 1252 y 1253), según el cual los días de guardar ayuno y abstinencia son el Miércoles de Ceniza y el Viernes Santo, para todos los fieles de entre 14 y 59 años.

En la celebración particular del Viernes Santo, en que el ornamento sacerdotal para esta solemnidad es color rojo, la primera parte comprende la Liturgia de la Palabra (se lee la Pasión del Señor según el Evangelio de San Juan) y la Oración Universal.

La segunda parte es la Adoración de la Cruz: el leño del Calvario no es sólo un suplicio, sino sobre todo la cruz exaltada. El celebrante, los ministros y los fieles van a postrarse sucesivamente delante del crucifijo en señal de adoración a Cristo, triunfante por la Cruz.

La tercera parte es la Sagrada Comunión se distribuye únicamente a los fieles dentro de la celebración de la Pasión del Señor; a los enfermos, que no pueden participar en dicha celebración, se les puede llevar a cualquier hora del día.

Devoción y tradiciones populares

El Vía Crucis es una devoción propagada fundamentalmente por los franciscanos a partir de los siglos XV y XVI. Consiste en recorrer un itinerario que representa cada una de las etapas del camino realizado por Jesús desde el palacio de Pilato hasta el Calvario. Las 14 etapas se denominan estaciones, y en cada una de ellas los fieles se detienen a meditar y a rezar.

Otra devoción muy frecuente es el Sermón de las Siete Palabras, mientras que entre las tradiciones populares se encuentra la Procesión del Silencio y la compañía de la Virgen vestida de luto, pero existen muchas tradiciones populares según el lugar y la inculturación. Tal vez una de las que ha tomado más fuerza sea la representación en vivo del Vía Crucis, aunque esta tradición no sustituye la liturgia del Día, que es un mandamiento de la Iglesia.

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18/03/2008 GMT 1

Junto a Jesús

italiana @ 13:20

Es la semana más intensa del Año Litúrgico, en la cual se reza y reflexiona sobre la Pasión y Muerte de Cristo.

Explicación de la celebración

La Semana Santa es el momento litúrgico más intenso de todo el año. Sin embargo, para muchos católicos se ha convertido sólo en una ocasión de descanso y diversión. Se olvidan de lo esencial: esta semana la debemos dedicar a la oración y la reflexión en los misterios de la Pasión y Muerte de Jesús para aprovechar todas las gracias que esto nos trae.

Para vivir la Semana Santa, debemos darle a Dios el primer lugar y participar en toda la riqueza de las celebraciones propias de este tiempo litúrgico.

A la Semana Santa se le llamaba en un principio “La Gran Semana”. Ahora se le llama Semana Santa o Semana Mayor y a sus días se les dice días santos. Esta semana comienza con el Domingo de Ramos y termina con el Domingo de Pascua.

Vivir la Semana Santa es acompañar a Jesús con nuestra oración, sacrificios y el arrepentimiento de nuestros pecados. Asistir al Sacramento de la Penitencia en estos días para morir al pecado y resucitar con Cristo el día de Pascua.

Lo importante de este tiempo no es el recordar con tristeza lo que Cristo padeció, sino entender por qué murió y resucitó. Es celebrar y revivir su entrega a la muerte por amor a nosotros y el poder de su Resurrección, que es primicia de la nuestra.

La Semana Santa fue la última semana de Cristo en la tierra. Su Resurrección nos recuerda que los hombres fuimos creados para vivir eternamente junto a Dios.

Autor: Tere Fernández | Fuente: www.catholic.net

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17/03/2008 GMT 1

Settimana Santa

italiana @ 13:11

La settimana santa è la settimana nella quale il Cristianesimo celebra gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua passione, morte e resurrezione. Gli ortodossi chiamano la stessa "grande settimana", perché commemora le grandi opere di Dio per l'umanità.

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Lunedì, martedì e mercoledì santo (colore liturgico: viola)

Il lunedì, martedì e mercoledì santo la Chiesa contempla in particolare il tradimento di Giuda per trenta denari. La prima lettura della Messa presenta i primi tre canti del Servo del Signore che si trovano nel libro del profeta Isaia (42,1-9; 49,1-6; 50,4-11).

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16/03/2008 GMT 1

LA DOMENICA DELLE PALME

italiana @ 14:53

Da questa domenica ha inizio la Settimana santa.

In questo giorno la Chiesa fa memoria dell’ingresso di Cristo in Gerusalemme per compiervi il suo Mistero pasquale.

Nella liturgia rivivono e si rivelano i due aspetti fondamentali della Pasqua:

. l’ingresso messianico in Gerusalemme

. la memoria della sua Passione.

Non si tratta di fare un pio ricordo, ma di rendere presente oggi l’avvenimento.

La liturgia dà rilievo alla processione in onore di Cristo Re, facendo attenzione a che non si favoriscano i fedeli a dare valore soltanto al ramo d’ulivo, trascurando il vero significato della celebrazione. La benedizione dei rami è essenzialmente finalizzata alla processione.

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14/03/2008 GMT 1

Philippe Noiret, un actor francés, con corazón italiano

italiana @ 16:04

Fue uno de los rostros más famosos del cine francés en el mundo, con más de 120 películas en cinco décadas de una extraordinaria carrera. Sin embargo fue en Italia, donde se sentía como en casa.

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El rostro rudo pero tierno. La mirada de viejo rufián al que se adivinaba, en el fondo, como un verdadero copain. Philippe Noiret, rostro clásico del cine francés de los últimos cincuenta años, murió ayer, a los 76 años víctima de un cáncer.

Sin duda quedará registrado para muchos como el rostro de dos películas muy populares de sus últimas décadas como Cinema Paradiso (1989), en la que interpretaba al proyectorista de un cine de un pueblo, y El cartero, en la que encarnaba a Pablo Neruda, en duelo actoral con el también fallecido Massimo Troisi.

Noiret había nacido el 1ø de octubre de 1930 en Lille, y en 1950, con sólo veinte años, comenzó a dar clases de arte dramático. Tres años después entraría a formar parte del Teatro Nacional Popular, pero en 1966 optó de forma definitiva por el cine, tras más de cuarenta papeles en teatro.

Comedias como El crimen no paga, de Gérard Oury (1962), Los amigos, de Yves Robert (1965) y Buenas noches, Alejandro (1967) fueron tres de los títulos más populares de esa primera etapa de su carrera, que incluyó una participación en Topaz, de Alfred Hitchcock y un sinfín de comedias, dramas y policiales a razón de cuatro o cinco al año.

En 1973 fue uno de los protagonistas de ese peculiar grupo de amigos que se reunían en La gran comilona, de Marco Ferreri y con guión de Rafael Azcona, en la que compartía cartel con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli y Ugo Tognazzi.

Películas como Amigos míos (1975), El desierto de los tártaros (1976), Un taxi color malva (1977) y ¿Quién está matando a los grandes chefs de Europa? (1978) fueron algunos de sus más grandes éxitos de los años 70.

En el terreno estrictamente dramático, se destacó luego en títulos notables como Tres hermanos, de Francesco Rosi (1981), Fort Saganne, de Alain Corneau (1984) y La familia, de Ettore Scola (1987), títulos que combinó con populares comedias como Los corruptos, de Claude Zidi (1984) y policiales negros como Tango, la maté porque era mía, de Patrice Leconte (1993).

De esa época son los dos filmes que lo hicieron alcanzar su mayor pico de popularidad. Primero, en Cinema Paradiso, la emotiva película de Giuseppe Tornatore (ver recuadro) y, seis años después, en El cartero, de Michael Radford, en el que interpretaba al escritor chileno cuyo cartero estaba enamorado de una belleza del pueblo (el papel que hizo famosa a Mari Grazia Cuccinotta).

Entre los muchos premios que ganó se destacan dos César (por La vida y nada más y El viejo fusil, además de otras tres nominaciones), dos premios David di Donatello por las mismas interpretaciones, y el premio de la Academia del Cine Europeo por su rol en Cinema Paradiso.

En persona, Noiret cultivó la imagen de "dandy", de ser un hombre de darse la gran vida, a la manera de Claude Chabrol, que lo dirigió en Mascaras (1987). Tenía un amplio sentido del humor y amaba los caballos, los zapatos caros y los cigarros.

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Se tu fossi nei miei
occhi per un giorno
Vedresti la bellezza che
piena d'allegria
Io trovo dentro gli occhi tuoi
E nearo se magia o lealta

Se tu fossi nel mio cuore per un giorno
Potreste avere un'idea
Di cio che sento io
[ Letras de Canciones encontraron en es.mp3lyrics.org/fpW ]
Quando m'abbracci forte a te
E petto a petto, noi
Respiriamo insieme

Protagonista del tuo amor
Non so se sia magia o lealta

Se tu fossi nella mia anima un giorno
Sapresti cosa sono in me
Che m'innamorai
Da quell'istante insieme a te
E cio che provo e
Solamente amore

13/03/2008 GMT 1

El nacimiento de Roma

italiana @ 12:36

Roma sí mismo ocupa un grupo de colinas que pasan por alto el Tiber y posee muchas ventajas naturales como lugar del establecimiento. En una posición defendible con una buena fuente de agua dulce y de acceso fácil al mar, controló las líneas naturales principales de la comunicación en Italia central.
La fundación de la ciudad fue atribuida universal por la tradición romana a un hombre llamado Romulus. Por otra parte, una tradición se presentó que el héroe Aeneas de Trojan de la tradición épica griega era el fundador de la gente romana. La incertidumbre de la tradición literaria se pudo incluso tomar para traer la misma existencia de un reino temprano en la pregunta. Hay, sin embargo, mucha evidencia para demostrar que había un período real en Roma temprana.

Una solución al número legendario de siete relacionados con los siete reyes de Roma es aceptar a los siete reyes y rechazar la longitud de sus reinados. Además, puede ser discutido que el reino debe ser comparado con la cristalización final de Roma como comunidad urbana alrededor de 625 A.CC.. En esta visión, acreditan los reyes anteriores con el establecimiento de las instituciones cívicas que se asocian a vida urbana. La tradición sobre los sais más tempranos de los reyes que Romulus era el primer rey de Roma y él se describe como autor de muchas instituciones características como el senado; Numa Pompilius, en lugar, entonces se dice para haber establecido la panoplia completa de rites religiosos de Roma. El tercer rey, Tullus Hostilius es pintado como una figura martial en contraste directo con el Numa pacífico.

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Durante el periodo de los reyes los hombres del período vivieron entre las siete colinas de Roma en el período de bronce. Las nuevas excavaciones prueban que la existencia de chozas y de las tumbas descubiertas debajo del foro romano es del mismo período.
El collado Palatino se ocupó hacia 600 A.CC. y, siguiendo la fecha tradicional (753 A.CC.), Romulus creó a primera comunidad de romanos allí.

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TI ASPETTO UN´ALTRA VOLTA, SEI BENVENUTO/A QUANDO VUOI...BACI, NATY

09/03/2008 GMT 1

GRAZIE MILLE!!!

italiana @ 14:13

Tante grazie cari amici per visitare PASSIONE ITALIANA, TI VOGLIO BENE!!...QUESTO SPAZIO E VERAMENTE FELICE PERCHÉ E ARRIVATO ALLE 6000 VISITE!!!!...GRAZIE!!!!!!!

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periodista_deportiva@yahoo.it
Naty

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