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08/04/2008 GMT 1

MILANO: ARRIVA IN ITALIA LA MAGIA DI 'DISNEY ON ICE'

italiana @ 23:05

"Disney on ice" sta girando il mondo dal 30 agosto 1999, data in cui debutto' a Lakeland, in Florida. In versione ampliata, lo spettacolo arriva ora in Italia in occasione dei cento anni dalla nascita del fondatore Walt Elias Disney. Tre saranno le citta' toccate dal tour: da domani al 13 aprile lo spettacolo sara' al Palasharp di Milano, dal 16 al 20 al Mazdapalace di Torino e, infine, al Palalottomatica di Roma dal 23 al 27.

Prodotto da Feld Entertainment e presentato in Italia da Applauso Spettacoli, lo show e' un'antologia unica (la piu' completa finora realizzata) dei piu' celebri brani e personaggi della storica casa americana. Le imponenti scenografie, gli elaborati costumi e le suggestive coreografie contribuiscono a una performance che gia' nei numeri si annuncia grandiosa: lo staff dello spettacolo, che e' stato applaudito gia' da 15 milioni di spettatori in tutto il mondo, e' composto da ben 130 persone, di cui 65 pattinatori che viaggiano con 4 pullman e sono accompagnati da ben 20 tir.

La coreografa Sarah Kawahara, vincitrice dell'Emmy Award e curatrice della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici del 2002, ha realizzato assoli e numeri di pattinaggio in coppia sulle musiche di Art Kempel e Stan Beard che fanno rivivere sulla pista i classici e i piu' recenti successi Disney. A loro si uniscono le luci di LeRoy Bennett, le scenografie di David Potts e i costumi di Scott Lane. Un intenso lavoro che ha portato ad esiti quanto mai imponenti e variegati, basti pensare che a scivolare sul ghiaccio ci saranno quattro macchine sceniche che superano i 10 metri di lunghezza, e che il costume piu' voluminoso (quello dello squalo amico di Nemo) arriva a pesare ben 22 chili, contro i 100 grammi dei veli della Fata Turchina.

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03/04/2008 GMT 1

'IO CHE NON VIVO SENZA TE'

italiana @ 20:33

Siamo qui, noi soli
come ogni sera, ma tu sei più triste
E io lo so perchè!
So che tu vuoi dirmi
Che non sei felicice
che io sto cambiando
E tu mi vuoi laciare

Io che non vivo più di un'ora senza te
Come posso stare una vita senza te
Sei mia, sei mia, mai niente lo sai
Separarci un giorno potrai

Vieni qui ascoltami
Io te voglio bene
Te ne prego fermati
Ancora insieme a me

Io che non vivo più un'ora senza te
Come posso stare una vita senza te
Sei mia, sei mia, sei mia.

La bella Italia tra miseria e nobiltà

italiana @ 14:14

SIGNORI SI NASCE
Chiedetelo a chi c'era e se lo ricorda ancora cosa voleva dire vivere in una casa di ringhiera prima che diventasse un modo per far dire a un'agenzia immobiliare di oggi "in caratteristico stabile inizio secolo". Chiedete che cosa voleva dire avere un bagno solo a piano prima che diventasse "con sgabuzzino esterno".

Chiedetevi perché chi c'era compra più pane di quanto serva ancora oggi che costa tre euro al chilo. Chiedete che cos'era il pane nero prima che diventasse "integrale". Chiedetevi perché gli operai le chiamiamo tute blu e che cosa voleva dire per un travet piemontese far fuori gran parte dello stipendio per i vestiti per differenziarsi da quelle tute blu.

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Chiedete a chi c'era di ricordare la prima volta che ha visto arrivare gli americani e poi subito dopo tutti i loro prodotti luccicanti. Chiedete che cosa è stato il primo frigorifero in casa, la prima lavatrice, per non parlare della lavastoviglie. E poi chiedetevi come siamo riusciti a uscire da quella miseria. Da unità, guerra, dopoguerra, guerra e dopoguerra ancora. Emanuela Scarpellini ha scritto L'Italia dei consumi (Laterza, 24 euro), una storia sociale di come gli italiani siano riusciti a uscire dalla sussistenza per arrivare al benessere e approdare al turboconsumismo degli outlet e dei centri commerciali dei nostri giorni.

Dall'importanza del cibo che si portava via gran parte del reddito, grande indicatore di una famiglia non ancora fuori dalla soglie della povertà, a tutto il resto, indicatore di una ricerca di distinzione sociale. Figure sociali che nascono, si aggregano, si disperdono e smarriscono descritte attraverso uno studio impressionante sulle statistiche di ciò che entrava nelle loro case.

CHI SI FERMA E' PERDUTO
Anno 1962. In Italia succedono due cose. Soprattutto due. Il 16 giugno il consiglio dei ministri decide la nazionalizzazione dell'energia elettrica, nasce l'Enel. Il 27 ottobre precipita in provincia di Pavia l'aereo sul quale viaggiava il presidente dell'Eni Enrico Mattei. Secondo Giuseppe Berta con questi due episodi finisce il miracolo economico italiano e incominciano gli anni opachi. Finita l'epopea irripetibile di Adriano Olivetti, verso la fine e ormai spenta la monarchia assoluta ma allo stesso tempo poco dinamica di Valletta alla Fiat, ridimensionate le grandi industrie milanesi, ormai lontani i ricordi di quell'imprenditoria fatta di lavoro e basta descritta da Piovene nel suo Viaggio in Italia di pochi anni prima, decapitata la nuova, aggressiva (e discutibile) Eni dell'impresa di Stato che guida l'economia usando politici e politica. Eppure c'era stato tutto questo: esperienze diversissime tra loro ma che avevano trovato un laboratorio comune in un luogo che per ragioni geografiche chiamiamo erroneamente con lo stesso nome. E infatti il libro di Berta si intitola così: Nord. Sottotitolo: Dal triangolo industriale alla megalopoli padana, 1950-2000 (Mondadori, 18 euro).

Altri esperimenti nasceranno, la deindustrializzazione e l'avanzata del terziario, il fenomeno nordest, la delocalizzazione, la finanziarizzazione dell'impresa, i terremoti politici nati da un deficit di rappresentanza che in questi ultimi anni ha trovato un interlocutore in Silvio Berlusconi. La domanda che rimane senza una risposta univoca ma che si illumina in qualche modo attraversando mezzo secolo di storia economica e politica di questo paese è: che cos'è il Nord? E' questa, prima che una questione di serbatoio elettorale, la vera questione settentrionale.

GLI ONOREVOLI
Si dice che il Parlamento italiano sia poco produttivo. Che faccia poche leggi. Nella legislatura in corso, con il problema della maggioranza risicata in Senato, i disegni di legge approvati sono stati meno dell'uno per cento. Nelle due precedenti, il 7,3 contro il 10 della Gran Bretagna, il 50 della Germania e addirittura l'86 della sempre più invidiata Spagna. Prima che qualcuno inneschi la miccia dell'antipolitica e gridi alla casta, un'altra premessa: è un bene che il Parlamento produca così poco. Altrimenti ci si sarebbe potuti trovare con provvedimenti per introdurre la patente a punti ai pizzaioli, valorizzare il tortello di zucca, il pizzocchero della Valtellina, cure termali gratis per tutti gli ultrasessantenni, vantaggi nei concorsi pubblici per chi si sia distinto nell'attività sportiva, multe per chi pratica o assiste al bunjee jumping. E così via.

E' uno dei tanti paradossi contenuti nel libro Sparlamento (ChiareLettere, 12,60 euro, prefazione di Dario Fo e Franca Rame) di Carmelo Lopapa, giornalista di Repubblica che si è fatto le ossa tra i tatticismi assembleari e la viscosità del potere dell'Assemblea regionale siciliana e che ha ritrovato in grande e con la stessa fantasia lo stesso esprit des lois a Montecitorio. Nel libro c'è di tutto, dai festini stile basso impero all'odore di sacrestia, dai difensori dei valori della famiglia ai plurisposati (quasi sempre coincidono), dai tengo famiglia e parenti di parenti ai massoni, dai voltagabbana a quei poveri cristi che cercano di ricordarsi dove si trovano, perché si trovano lì e se lo ripetono ogni giorno per non mollare tutto disgustati.

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02/04/2008 GMT 1

PREMIO AMNESTY ITALIA

italiana @ 23:31

I Subsonica vincono il premio per il 2008 con il brano 'Canenero'

I Subsonica, col brano "Canenero", sono i vincitori della sesta edizione del Premio Amnesty Italia, indetto dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dall'Associazione Culturale Voci per la Libertà come riconoscimento per il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel 2007.

"E' un onore di quelli grandi ricevere da un'istituzione come Amnesty un riconoscimento così" - hanno dichiarato i Subsonica - "Amnesty International, puntualmente presente nella tutela dei diritti delle persone, si dimostra rapida attenta ed efficace nell'individuare tutti i significati del termine 'violazione', per i quali purtroppo non sempre occorrono dittature o prigioni perse in capo al mondo. La violazione dei diritti può avvenire tra le pareti domestiche come in una qualsiasi caserma di un paese democratico e purtroppo può riguardare ognuno di noi in qualsiasi momento. Ringraziamo, quindi, Amnesty International per questo premio, ma non solo".

"Canenero" è riuscita a vincere sulle altre nove canzoni in gara, fra cui quelle di big della musica italiana, quali i Gemelli Diversi, Gianna Nannini e i Negramaro.
"Canenero ci parla di uno dei peggiori incubi che possa segnare la storia di un bambino: un abuso da parte di un adulto", ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. "Si tratta di una delle forme più feroci di violenza, perpetrata nei confronti di un soggetto debole e indifeso. I Subsonica hanno avuto il coraggio di utilizzare la musica per raccontare quanto questo fenomeno sia diffuso e presente anche in realtà apparentemente normali, per ricordare quanti 'cani neri' stiano sbranando il futuro di tanti bambini".

La premiazione dei Subsonica avrà luogo a Villadose (Rovigo), nel corso della serata finale dell'undicesima edizione del concorso musicale dal vivo "Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty", in programma dal 17 al 20 luglio (manifestazione dedicata ai musicisti emergenti il cui bando di concorso scadrà il 15 aprile 2008. Visita www.vociperlaliberta.it per maggiori informazioni).

Ricordiamo che i Subsonica saranno in concerto il 4 Aprile 2008 a Rimini presso il "105 Stadium" e che potete leggere la recensione del loro ultimo disco "L'Eclissi" qui.

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Medicina: Febbre Mediterranea, In Italia 15 Anni Per Diagnosi

italiana @ 23:27

Roma, 2 apr. (Adnkronos Salute) - Una malattia ancora misteriosa, che in Italia in media viene diagnosticata con 15 anni di ritardo. E' la febbre mediterranea familiare, 'protagonista' del 'V Congresso Internazionale sulle Malattie autoinfiammatorie di origine genetica e sulla Febbre mediterranea', in programma a Roma (Palazzo Carpegna) dal 4 aprile all'8 aprile, organizzato da Raffaele Manna, direttore del Centro di ricerca sulle febbri periodiche all'Università Cattolica di Roma e da Alberto Martini, reumatologi pediatra del Gaslini di Genova, con la presidenza onoraria di Giovanni Gasbarrini, direttore dell'Istituto di Medicina interna dell'Università Cattolica. Questo ritardo, spiegano i ricercatori, può avere varie cause: la mancanza di familiarità dei medici con questa patologia e la sua relativa rarità.

Tuttavia la febbre mediterranea familiare, pur riguardando un numero limitato di pazienti, non è elencata tra le malattie rare. "Si tratta di una misteriosa malattia legata al sistema dell'immunità innata, che è regolato strettamente dal sistema genetico", spiega Gasbarrini. "Misteriosa - prosegue - perché spesso solo esperti immunologi riescono a diagnosticarla, con l'aiuto dei genetisti".

E' una malattia antica, ma solo da poco la genetica ne ha scoperto l'ereditarietà. E' stata trasmessa alle popolazioni che si affacciano sul mediterraneo dai fenici, dagli etruschi, dai greci, dai turchi, dagli arabi e dagli armeni. E dunque anche gli italiani, i francesi e gli spagnoli ne soffrono. Si manifesta con attacchi ricorrenti di febbre, con temperatura tra i 38 e i 40 gradi C, della durata di due o tre giorni, con periodi di remissione spontanea, e talora è accompagnata da sintomi o segni comuni a tante altre patologie, come dolori addominali, toracici o lesioni della pelle. Gli attacchi sono imprevedibili, e come le malattie autoinfiammatorie è talora correlata a stress fisici e psichici.

Le prime manifestazioni avvengono da bambini, e la conoscenza del quadro clinico orienta alla diagnosi, che può essere confermata con un semplice prelievo di sangue sul quale viene eseguito un test genetico. Unica terapia, la colchicina, ma nel foglietto illustrativo del farmaco in commercio in Italia la Febbre Mediterranea Familiare non è indicata, come invece avviene in Messico e in Ungheria. Al Policlinico Gemelli di Roma è stato creato un Centro di Ricerca delle Febbri Periodiche e in particolare della Febbre Mediterranea Familiare. "L'immunologo clinico – prosegue Gasbarrini in una nota - dopo aver considerato la sintomatologia clinica e la periodicità del quadro, ed escluse altre patologie, si muove d'intesa con il genetista" alla ricerca delle mutazioni caratteristiche della malattia.

31/03/2008 GMT 1

Teatro Festival Italia, il mondo si incontra a Napoli

italiana @ 13:42

Napoli – Farà entrare nei suoi vicoli, nelle sue piazze, nei suoi palazzi, l'Europa, ma anche il Cile, Singapore, la Romania, la Spagna. Affiderà al teatro un racconto lungo 23 giorni che parlerà di tradizione come di innovazione, di passato e di futuro. 'Napoli Teatro Festival Italia', avrà questo obiettivo: racchiudere nella città, e non solo, 15 paesi, 2000 artisti, 9 lingue parlate. Parte così, dal 6 al 29 giugno, quella che tutti definiscono una 'sfida': un festival che non è solo vetrina di spettacoli ma che è anche produzione, tanto per iniziare. Basta pensare che produrrà direttamente 17 nuove creazioni ideate per il festival e che produrrà o co-produrrà 29 spettacoli su 40 in programma. E poi, commissionerà nuovi testi per il teatro - 14 testi originali - e farà debuttare una Compagnia teatrale europea, composta cioé da attori e professionisti provenienti da vari paesi dell'Unione e che ogni anno sarà affidata ad un regista diverso. Compagnia a cui toccherà inaugurare il festival in uno dei luoghi simbolo di Napoli, L'Albergo dei Poveri, con 'Le Troiane per la regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti. Ci sara', poì, la scrittura per il teatro e l'esperienza, singolare, di aver invitato Tiziano Scarpa, Banana Yoshimoto e il poeta arabo Adonis, a vivere a Napoli: un modo per fargli conoscere la città. Così hanno scritto un testo originale per il Festival.

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IL CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI
Trenta i luoghi che ospiteranno il 'Napoli Teatro Festival Italia': dal museo di arte contemporanea 'Madre' alla Villa Comunale, dal Maschio Angioino alla Darsena Acton, dalla Reggia di Caserta al teatro di Pompei ma anche a Castel dell'Ovo, l'Area Flegrea. Molte le cose che succederanno dal 6 al 29 giugno: un testo di Alessandro Baricco sarà portato in scena da una compagnia del Cile; per la prima volta in Italia sarà presentato 'The New Burlesque', emblema del fenomeno culturale in voga in America; il maestro Roberto De Simone, nella parte dedicata al grande tradizione settecentesca, presenterà una sua nuova opera 'Lo Vommaro a duello', contaminazione tra una commedia di prosa con un'opera buffa. Succederà anche che ci sarà spazio per la danza, per l'arte contemporanea e per un'altra sfida: quella di far crescere Napoli. Non è un caso se il direttore artistico Renato Quaglia, in conferenza stampa, ha parlato di Edimburgo, di Manchester e di numeri, quelli relativi al tasso di disoccupazione di quei paesi prima e dopo la nascita dei festival. La sfida è anche questa, creare lavoro, progetti, riqualificare, come hanno sottolineato anche il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma e Rachele Furfaro, che con la Fondazione Campania dei Festival, gestirà l'evento. Napoli Teatro Festival Italia, racconterà il teatro del popolo come collaborerà con il Festival di Singapore, Santiago del Cile, Manchester, Romania, Spagna; inaugureràun Master europeo di perfezionamento organizzativo, tra l'Università di Salerno e Parigi; sarà 'studiata' dall'Università Bocconi per valutare l'impatto economico che avrà e sarà perfino capace di produrre autonomamente energia con un progetto di produzione di energia fotovoltaica. Napoli, il festival, lo ha ottenuto vincendo un bando indetto dal ministero per i Beni Culturali: si chiedeva, hanno ricordato oggi, creatività e tanta attenzione ai giovani. La sfida di Napoli sarà anche questa.
Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, che Napoli e la Campania ce la possono fare non ha mai smesso di ribadirlo. Qualcuno gli chiede se l'emergenza rifiuti possa frenare l'arrivo di turisti per il Festival. Bassolino risponde fermo: "tutto al contrario, il festival richiamerà tanti tanti cittadini". Del resto, ricorda Bassolino, Napoli, il festival, lo ha vinto superando altre città italiane. "Se la città ha vinto il bando non è solo perché è una città teatrale nelle viscere - dice - non si vince se non c'é competenza, volontà, progettazione, risorse umane e organizzative. Siamo riusciti a presentare il progetto migliore, quello più creativo e che più guardava sui giovani". "Adesso mettiamo l'accento sull'aspetto più produttivo, molti lavori nuovi e prodotti per il festival - aggiunge - nasce una compagnia teatrale europea e questa è una grande novità perché ci muoviamo sulla strada di unificare culturalmente l'Europa e questo si può fare valorizzando le differenze". "Per Napoli, per il turismo sarà una grande occasione - ribadisce - un grande evento". "Questo festival - conclude - ci aiuterà a presentare uno dei diversi volti della città, uno di quelli belli, forti, solidi. E' la dimostrazione che la cultura è e può essere la principale risorsa per tutti quanti noi. L'ho detto e lo ribadisco, il sole uscirà e uscirà anche grazie a questo festival".
Una forma "estremamente interessante", l'ha definita il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, anche perché "rilancia il teatro nei confronti degli spettatori". "Rappresenta un modo nuovo di porsi agli spettatori - ha spiegato il sindaco - perché a loro non sarà solo data la possibilità di ascoltare e vedere ma anche di riflettere, approfondire. Lo spettatore potrà essere partecipe". E poi, ha aggiunto la Iervolino, sarà un festival che andrà anche verso gli artisti "dando loro la possibilità di scrivere di riscrivere testi". E poi "contribuirà al rilancio della cultura teatrale napoletana moderna e antica". Soddisfazione è stata espressa dal sindaco anche per il fatto che si è puntato sulla sinergia con altri eventi come il Premio Napoli.
Che il festival valorizzerà i teatri di Napoli "tra i più frequentati d'Italia", gli artisti, la città in toto, lo ha sottolineato anche il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma. "E' una vetrina che arriva nel momento giusto - ha detto Di Palma - che coinvolgerà anche la provincia. Una grande occasione da cogliere".
Un festival, quello che renderà Napoli protagonista, a cui si sta lavorando da tempo, ogni giorno. "Stiamo seguendo una traiettoria che nel giro di qualche anno ci porterà ad avere un festival internazionale - ha spiegato Rachele Furfaro, presidente della Fondazione Campania dei Festival che gestisce l'evento - stiamo lavorando alla costruzione di una struttura, complessa, di gestione. Del resto abbiamo saputo di aver vinto il bando solo il 29 maggio scorso". Tra i fiori all'occhiello del festival, ci saranno poi anche le Giornate professionali di teatro, dal 13 al 15 giugno. L'ultima organizzazione è stata realizzata dieci anni fa.

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29/03/2008 GMT 1

Zodiaco

italiana @ 12:00

Lo zodiaco (dal greco ζώον, zòon, "vivente" od anche "immagine d'uomini o animali") è una fascia celeste che si estende all'incirca per 8° da entrambi i lati dell'eclittica (il percorso apparente del Sole nel suo moto annuo) e comprendente anche i percorsi apparenti della luna e dei pianeti visibili ad occhio nudo: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.

Le suddivisioni immaginarie dello zodiaco sono costellazioni in astronomia e segni zodiacali in astrologia.

Oltre allo zodiaco dell'astrologia occidentale ce ne sono di diversi nell'astrologia vedica e nell'astrologia cinese.

Astronomia

In astronomia, lo zodiaco è una parte della volta celeste priva di significato fisico intrinseco, pur comprendendo l'eclittica. Tuttavia è una regione utile da definire per le implicazioni pratiche nelle osservazioni dalla superficie terrestre: tutti i pianeti e la maggior parte degli altri corpi celesti del sistema solare sono visibili solo nella regione dello zodiaco. Un osservatore che vedesse un oggetto molto luminoso al di fuori della regione zodiacale sa che non può trattarsi di un pianeta. Gli osservatori vicini ai poli terrestri non possono osservare facilmente i pianeti perché lo zodiaco è troppo vicino all'orizzonte.

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Dal tempo in cui non c'era una vera distinzione tra astronomia e astrologia, lo zodiaco comprende tradizionalmente determinate costellazioni, come si vede nella tabella sotto, comprendente anche Ophiuchus, aggiunto allo zodiaco astronomico nel 1930 dall'Unione Astronomica Internazionale, basando lo zodiaco sulla situazione dell'equinozio del 1875.
Nell'astronomia moderna queste, come tutte le altre costellazioni, sono riconosciute come raggruppamenti casuali di stelle, privi di significato naturale e composte da stelle non vicine nello spazio tridimensionale, anzi in alcuni casi separate da vaste distanze, nonostante appaiano vicine nella nostra percezione bidimensionale dello spazio.

Astrologia

Nell'astrologia occidentale, lo zodiaco è la fascia della sfera celeste che contiene i percorsi apparenti di sole, luna e dei principali pianeti, suddivisa in dodici parti uguali, detti segni zodiacali, ottenute dalla proiezione dei corrispondenti mesi zodiacali. Al centro della fascia c'è il piano dell'eclittica e la larghezza dello zodiaco è dovuta all'inclinazione relativa ad essa delle orbite degli altri corpi, che se ne estendono per circa 8°.

L'anno zodiacale inizia nel punto in cui il piano dell'eclittica interseca il piano equatoriale terrestre nell'equinozio di primavera, quando il sole si sposta nell'emisfero settentrionale della terra. Sebbene i segni zodiacali ricevano il nome da quello delle costellazioni, queste ultime non hanno significato in ambito astrologico se non per il loro aspetto estetico e storico, dato che l'astrologia non considera significative le stelle e tutte le componenti fisse del cielo, ma solo quelle mobili (pianeti), e quindi non vi è corrispondenza tra le costellazioni reali (intendendo contale termine, realmente osservabili in cielo) e i segni zodiacali utilizzati dagli astrologi. Inoltre, a causa della precessione degli equinozi, le costellazioni risultano spostate rispetto all'area di cielo del corrispondente mese/segno zodiacale. Per questo motivo, ad esempio, sebbene il sole entri nel segno dell'ariete all'equinozio di primavera il 20 marzo, non entra nella costellazione dallo stesso nome fino a quasi un mese dopo.

Differenze tra zodiaco astronomico e astrologico

La tabella seguente mostra le differenze tra il percorso del sole (visto dalla terra) nello zodiaco astronomico, che coincide con le costellazioni reali, e nello zodiaco astrologico, esclusivamente basato sulla tripartizione dei periodi che intercorrono tra i solstizi e gli equinozi. Le date riportate sono solo indicative, in quanto il passaggio da un segno all'altro non solo non cade alla mezzanotte, ma varia di anno in anno, soprattutto a causa della presenza degli anni bisestili. Lo zodiaco astronomico comprende anche una tredicesima costellazione, Ophiuchus. Non vi è alcuna reale corrispondenza tra lo zodiaco astronomico e lo zodiaco astrologico realizzato e strutturato sulla base delle diverse fasi solari. Le attuali denominazioni dei segni zodiacali hanno esclusivamente un valore simbolico.

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Segno Simbolo Date astrologiche Date astronomiche
(J2000)
Tropicale Siderale
Ariete ariete 21 marzo - 20 aprile 14 aprile - 14 maggio 19 aprile - 13 maggio
Toro toro 21 aprile - 20 maggio 15 maggio - 14 giugno 14 maggio - 19 giugno
Gemelli gemelli 21 maggio - 21 giugno 15 giugno - 16 luglio 20 giugno - 20 luglio
Cancro granchio 22 giugno - 22 luglio 17 luglio - 16 agosto 21 luglio - 9 agosto
Leone leone 23 luglio - 23 agosto 17 agosto - 16 settembre 10 agosto - 15 settembre
Vergine vergine 24 agosto - 22 settembre 17 settembre - 17 ottobre 16 settembre - 30 ottobre
Bilancia bilancia 23 settembre - 22 ottobre 18 ottobre - 16 novembre 31 ottobre - 22 novembre
Scorpione scorpione 23 ottobre - 22 novembre 17 novembre - 15 dicembre 23 novembre - 29 novembre
Ofiuco serpentario 30 novembre - 17 dicembre
Sagittario arciere 23 novembre - 21 dicembre 16 dicembre - 14 gennaio 18 dicembre - 18 gennaio
Capricorno caprone 22 dicembre - 20 gennaio 15 gennaio - 12 febbraio 19 gennaio - 15 febbraio
Aquario portatore d'acqua 21 gennaio - 19 febbraio 13 febbraio - 14 marzo 16 febbraio - 11 marzo
Pesci pesci 20 febbraio - 20 marzo 15 marzo - 13 aprile 12 marzo - 18 aprile

Le date "tropicali" (che dividono lo zodiaco a partire dall'equinozio di primavera) sono usate prevalentemente nell'Europa occidentale e negli USA; le date "siderali" (che dividono lo zodiaco a partire dall'allineamento del sole con un punto della sfera celeste detto d'Ariete o gamma, e non risentono direttamente della precessione degli equinozi citata prima) sono usate nel resto del mondo.

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Lo zodiaco come calendario

Il concetto di zodiaco ebbe origine presso i Babilonesi prima del anni 2000 AC come metodo per visualizzare il passaggio del tempo, come un calendario, suddiviso in dodici parti, come suggerito dall'apparizione di dodici lune in un anno, a cui corrisponde la suddivisione della sfera celeste in dodicesimi.

I segni dello zodiaco che conosciamo sono quelli descritti dall'astronomo egiziano Tolomeo nel secondo secolo d.C., quando lo zodiaco era già in uso da almeno duemila anni.

Assieme all'uso astronomico, ci sono rimaste anche la funzionalità basilare e la struttura del "calendario dello zodiaco". L'ariete corrisponde all'inizio dell'anno all'equinozio di primavera; il gambero che indietreggia del cancro rappresenta la ritirata del sole dal suo punto più settentrionale nel solstizio d'estate; il leone, simbolo del fuoco, rappresenta il caldo estivo; la bilancia corrisponde all'equilibrio tra notte e giorno nell'equinozio d'autunno; il declino del potere del sole è ricordato dallo scorpione, simbolo di oscurità; l'acquario portatore d'acqua corrisponde alla stagione piovosa che, in Egitto, comportava l'annuale inondazione del Nilo; i pesci simbolizzano il ritorno della vita e il nuovo inizio dell'agricoltura.

io della bilancia
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27/03/2008 GMT 1

Arte, per la prima volta in Italia 'Manifesta 7'

italiana @ 13:44

Dal 19 luglio al 2 novembre

Il Trentino Alto Adige Sud Tirol ospita la biennale europea di arte contemporanea

Roma, 26 mar. (Adnkronos Cultura) - Realizzata per la prima volta in Italia, "Manifesta 7", la biennale europea di arte contemporanea, coinvolgerà per questa edizione un intero territorio regionale, quello del Trentino Alto Adige/Südtirol. Dal 19 luglio al 2 novembre "l'unica biennale al mondo a carattere itinerante", come sottolineato da Hedwig Fijen, presidente del comitato "Manifesta 7" e direttore di "International Fuondation Manifesta" di Amsterdam, prenderà forma in quattro città che, insieme, costituiranno un percorso unitario di collegamento tra nord e sud europeo lungo l'asse del Brennero: Bolzano, Trento, Rovereto e Fortezza.

Le mostre della biennale europea verranno realizzate in cinque sedi espositive differenti, "luoghi significativi legati all'industrializzazione e che per l'occasione - ha sottolineato Margherita Cogo, vicepresidente e assessore alla cultura della provincia autonoma di Trento - sono stati ristrutturati e reinseriti nel tessuto urbano"; dal Palazzo delle Poste a Trento all'ex Alumix a Bolzano, passando per la Manifattura Tabacchi e l'ex Peterlini di Rovereto, fino all'ex forte austriaco di Fortezza, fatto costruire dall'imperatore Francesco II.

"Il coinvolgimento in questa manifestazione - ha precisato la Cogo - ribadisce il nostro impegno costante nel campo dell'arte contemporanea. Una sensibilità sottolineata dall'apertura, cinque anni fa, del 'Mart' di Rovereto e che verrà rafforzata dall'inaugurazione, proprio in occasione di 'Manifesta 7', del nuovo "Museion - museo d’arte moderna e contemporanea Bolzano", nella sede progettata dagli architetti KSV Krüger Schuberth Vandreike di Berlino, su incarico della provincia Autonoma di Bolzano".

Nell'ambito di "Manifesta 7", la biennale europea di arte contemporanea che si svolgerà in Trentino Alto Adige/Südtirol, i tre curatori, nominati dal consiglio dell'"International Foundation Manifesta" e selezionati tra oltre una ventina di candidati, opereranno nelle singole città come tre unità coordinate ma autonome: Adam Budak sviluppera il suo progetto a Rovereto, Anselm Franke e Hila Peleg a Trento e il gruppo "Raqs Media Collective", formato da Jeebesh Bagchi, Monica Narula e Shuddhabrata Sengupta a Bolzano.

Per il progetto della quarta sede espositiva, il forte austriaco di Fortezza, l'intero team curatoriale svilupperà un discorso congiunto legato alla dimensione immateriale. Le rassegne della Biennale europea ospiteranno circa 140 artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui molti italiani che riceveranno, per la realizzazione delle opere, un sostegno concreto dalla "Parc", direzione generale per la Qualità e la Tutela del Paesaggio, l'Architettura e l'Arte Contemporanea del ministero per i Beni e le Attività Culturali. In mostra ci saranno numerosi dipinti, sculture, video, installazioni e opere sonore, per la maggior parte ideate e realizzate per questa occasione.

"Abbiamo realizzato il sogno - ha spiegato Hedwig Fijen, presidente del comitato "Manifesta 7" e direttore di "International Foundation Manifesta" di Amsterdam - di avere un'edizione della Biennale europea di Arte Contemporanea in Italia. E' la prima volta che realizziamo 'Manifesta 7' in un territorio e non in un'unica città, utilizzando delle strutture industriali che, ristrutturate, saranno visibili al pubblico per la prima volta, in una nuova veste, in occasione dell'evento".

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26/03/2008 GMT 1

"Voci di polvere", al cinema Italia una serata con il teatro di lettura

italiana @ 23:12

OGGETTO: "Voci di polvere", al cinema Italia una serata con il teatro di lettura
Sabato prossimo (29 marzo), alle 21, il cine teatro Italia spalanca le sue porte ad una serata dedicata al "teatro di lettura".
Ad allestire lo spettacolo, intitolato "Voci di polvere - Come una serata di prove" e patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Macerata, la Compagnia filarmonico drammatica su alcuni testi di Massimo De Nardo.
In scena verranno recitati due racconti, "Il negozio di Ernestina di Giulio II e "Voci di Polvere", due editoriali, "Neve da sballo" e "Via Lattea", e tre piece teatrali "Due vocali", "Joe e Jim" e "B e C". Il filo che lega le differenti scritture, omogenee comunque nello stile, è la parola. Infatti, attraverso modi di dire, esplorando in parte i linguaggi televisivi, teatrali e narrativi, Massimo De Nardo vuole presentarci con ironia una realtà certo esasperata, al limite del surreale e del paradosso, però ugualmente concreta, poiché i temi trattati ci riguardano da vicino, tutti.
Allo spettacolo partecipano Ugo Giannangeli, Corrado Persichini, Diego Dezi, Daniela Treggiari, Piero Feliciotti, Roberto Gamberini, Walter Cortella, Fulvia Zampa, Massimo De Nardo e Piero Piccioni che cura anche la regia dell'iniziativa. Le musiche, eseguite dallo stesso autore, sono di Tommaso Lambertucci.

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23/03/2008 GMT 1

Domenica di Pasqua: Cristo ha vinto la morte

italiana @ 04:14

Passato il sabato, Maria di Mágdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Così S. Marco comincia il racconto degli avvenimenti di quell’alba di duemila anni fa, la prima Pasqua cristiana.

Gesù era stato sepolto. Agli occhi degli uomini la sua vita e il suo messaggio si erano conclusi nel più assoluto insuccesso. I suoi discepoli, confusi e intimoriti, si erano dispersi. Le stesse donne che vanno a compiere un atto di pietà si domandano l’un l’altra: Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro? Eppure, fa notare san Josemaría Escrivá, vanno avanti... Tu e io, siamo pure vacillanti? Siamo santamente determinati, oppure dobbiamo confessare di provare vergogna nel constatare la decisione, il coraggio, l’audacia di queste donne?

Compiere la volontà di Dio, essere fedeli alla legge di Cristo, vivere coerentemente la nostra fede, può sembrare a volte molto difficile. Ci sono ostacoli che sembrano insuperabili. Tuttavia, non è così. Dio vince sempre. L’epopea di Gesù di Nazaret non termina con la sua morte ignominiosa sulla Croce. L’ultima parola è quella della Risurrezione gloriosa. E noi cristiani, nel Battesimo, siamo morti e risuscitati con Cristo: morti al peccato e vivi per Dio. Oh, Gesù – diciamo con il Santo Padre Giovanni Paolo II -, come non ringraziarTi per il dono ineffabile che in questa notte ci elargisci? Il mistero della tua Morte e della tua Risurrezione si trasfonde nell’acqua battesimale che accoglie l’uomo antico e carnale e lo rende puro della stessa giovinezza divina (Omelia, 15-IV-2001).

Oggi la Chiesa, piena di gioia, esclama: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: esultiamo e rallegriamoci! È un grido di giubilo che durerà cinquanta giorni, per tutto il tempo pasquale, quasi un’eco delle parole di S. Paolo: Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!

È logico pensare, con la Tradizione della Chiesa, che Gesù, una volta risuscitato, sia apparso per prima cosa alla sua Santissima Madre. Che ciò non venga narrato nei racconti evangelici delle apparizione alle sante donne è, secondo Giovanni Paolo II, un indizio che la Madonna si era già incontrata con Gesù. Questa deduzione – aggiunge il Papa – troverebbe conferma anche nel dato che le prime testimoni della Risurrezione, per volere di Gesù, sono state le donne, le quali erano rimaste fedeli ai piedi della Croce, e quindi più salde nella fede (Udienza, 21-V-1997). Solo Maria aveva conservato pienamente la fede, durante le ore amare della Passione; dunque, è logico che il Signore apparisse in primo luogo a Lei.

Dobbiamo restare sempre vicino alla Vergine, ma soprattutto nel tempo pasquale, e imparare da Lei. Quale non fu la sua attesa della Risurrezione! Sapeva che Gesù era venuto a salvare il mondo e per tanto che doveva patire e morire; ma sapeva anche che non poteva restare soggetto alla morte, perché era la Vita.

Un buon modo di vivere la Pasqua è quello di impegnarci per rendere anche gli altri partecipi della vita di Cristo, compiendo con zelo il comandamento nuovo della carità, che il Signore ci dette la vigilia della sua Passione: Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. Cristo risuscitato lo ripete ora a ciascuno di noi. Ci dice: amatevi davvero gli uni gli altri, sforzatevi tutti i giorni di servire gli altri, pronti anche a fare le cose più minute pur di rendere piacevole la vita a quanti convivono con voi.

Ma torniamo all’incontro di Gesù con la sua Santissima Madre. Come sarà stata contenta la Madonna nel contemplare l’Umanità Santissima, carne della sua carne e vita della sua vita, pienamente glorificata! Chiediamole che ci insegni a sacrificarci per gli altri senza farlo notare, senza neppure sperare che ci ringrazino: dobbiamo ambire di passare inosservati, per possedere così la vita di Dio e trasmetterla agli altri. Oggi le rivolgiamo il Regina Coeli, il saluto proprio del tempo pasquale: Regina dei cieli, rallegrati, alleluja / Cristo, che hai portato nel grembo, alleluja / È risorto, come aveva promesso, alleluja / Prega il Signore per noi, alleluja / Rallegrati, Vergine Maria, alleluja / Il Signore è veramente risorto, alleluja.

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