Il giorno dopo la disfatta Donadoni striglia gli azzurri
BADEN (Austria) - Probabilmente dopo una batosta del genere non avrebbero dormito comunque, ma il rientro a Baden un paio d'ore prima dell'alba non ha certo aiutato il riposo degli Azzurri. Roberto Donadoni aveva fissato l'allenamento del post Italia-Olanda alle 11.30. Prima di vedere un giocatore sul campo dell'Admira Wacker è stato necessario aspettare le 12.30. A spiegare l'insolito ritardo c'è anche la lunga strigliata fatta dal ct negli spogliatoi.
Di cose da dire Donadoni in effetti dopo l'umiliazione subita ad opera degli arancioni ne deve avere avute tante. Non che questa seduta di allenamento fosse fondamentale. In programma c'erano solo un po' di esercizi di recupero, stretching per smaltire le botte e le fatiche della nottataccia di Berna e una partitella a campo ridotto tra i dodici giocatori partiti o rimasti in panchina.
Come ha spiegato ieri lo stesso Donadoni a questo punto l'essenziale è "recuperare energie e forze, anche mentali, per mettere in campo contro la Romania la squadra più tonica". La gara di venerdì pomeriggio a Zurigo contro la nazionale di Mutu e Chivu, visto come sono andate le cose, è più che mai decisiva, anche se lo stesso ct ha ricordato ieri che il pareggio tra Francia e Romania "è un risultato che non ci dispiace" e ci dà qualche chance in più.
Il tecnico ora dovrà inevitabilmente cambiare qualcosa, ma non è certo la sgambata di questa mattina che può fornire le indicazioni utili a capire come intende farlo. "Non siamo partiti bene, ora guardiamo avanti, abbiamo altre due gare", ha ammesso ieri l'allenatore.
Discorso alla squadra a parte, lo slittamento nel programma di questa mattina, anche alla luce dell'esordio così deludente, rischia comunque di riaprire la polemica sulla decisione della Federcalcio di confermare la scelta di Baden - quasi novecento chilometri dalle città svizzere sede delle partite del girone di qualificazione - come sede del ritiro. Una delle motivazioni fornite dallo staff azzurro è stato il desiderio di lavorare in tranquillità, lontano dai clamori di una tifoseria invadente come avrebbe potuto essere quella degli emigrati italiani.
Oggi però un po' di calore per ritrovare fiducia e convinzione forse sarebbe servito. Gli italiani in questa squadra sembrano crederci ancora, come testimoniano i grandi ascolti registrati dalla partita trasmessa su RaiUno. Malgrado gli azzurri a un certo punto fossero completamente in balia degli avversari, in oltre 18 milioni sono rimasti incollati davanti ai teleschermi.
La Repubblica.


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