"Il Guernica è malato" I restauratori lanciano l'allarme
di JESÚS RUIZ MANTILLA
MADRID - Un quadro è un essere vivente. E il Guernica, oltre tutto, ha dei privilegi. Per questo lo si tratta, lo si cura, lo si esamina costantemente. I tecnici del Museo Reina Sofía gli stanno facendo un ultimo grande check up. Una radiografia che aiuterà a capire più approfonditamente le sue ferite, i suoi geni, i particolari della sua vita. El País ha avuto accesso in esclusiva all'ultimo minuzioso esame realizzato sull'opera di Pablo Picasso. La conclusione è chiara: "È in una situazione stabile per quanto grave", assicura Jorge García Gómez-Tejedor, capo del dipartimento di Conservazione e restauro del museo.
Il Guernica non è semplicemente un quadro. È un simbolo, una leggenda. Le speranze che il nuovo direttore del museo, Manuel Borja-Villel, ripone su di lui e sulla sua forza d'attrazione sono molte. Suo padre fu Pablo Picasso, il più grande genio del XX secolo nelle arti plastiche. Sua madre la II Repubblica spagnola. Il bambino nacque del peso e della misura giusta: 7,75 metri per 3,50. Presto cominciarono le mostre, i giri per il mondo per raccogliere fondi a favore della causa repubblicana.
Jorge García è la persona che più di ogni altra veglia sulla salute del quadro assieme a un'équipe di 20 persone. Il quadro fu esaminato già 10 anni fa. Vennero riscontrate tutte le sue ferite. Molte segni del tempo. Altre, la maggior parte, causate dai constanti andirivieni che hanno fatto del quadro ciò che è oggi. Nessuno lo farà più uscire dal museo in cui oggi riposa. Stavolta i tecnici hanno trovato più punti critici che nel decennio scorso: 129 alterazioni che il nuovo check-up ha nuovamente diagnosticato al millimetro. "Gode di una cattiva salute di ferro", commenta Jorge García. "Ha sofferto molto e perciò ha bisogno di cure speciali".


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